di Elena Esposto
I conflitti condominiali possono rovinare rapporti e rendere la vita difficile a condomini e amministratori. Esiste però uno strumento che può aiutare a risolvere questi problemi migliorando la comunicazione e mantenendo solidi rapporti di vicinato: la mediazione.
Ne abbiamo parlato con l’avvocato Gaetano D’Andrea, esperto di diritto condominiale e mediatore, autore del volume La mediazione che funziona, che è stato presentato venerdì 19 giugno a Palazzo Spini in via XX Settembre 49, a Bergamo.
Dottor D’Andrea, lei ha un’esperienza decennale di mediazione condominiale.
«Sono diventato mediatore nel 2009, un anno prima che in Italia passasse la legge sulla mediazione, per dirle quanto credessi in questo strumento già da prima. Da oltre vent’anni mi occupo anche di diritto condominiale ed è stato naturale unire le due cose».

Come è nato l’interesse che l’ha portata poi a scrivere il libro?
«La mia esperienza nel diritto condominiale mi ha fatto capire che il condominio è uno spaccato della società. Dentro c’è tutto: i litigi, gli amori, gli affetti, le prevaricazioni, le disponibilità, l’accoglienza, le barriere… Questo mi ha interessato fin da subito, perché lavorare in questo ambito è una palestra che insegna a guardare la realtà con occhi diversi».
Se il condominio è uno spaccato della società, che cosa raccontano i condomini bergamaschi? E che cosa è cambiato in questi anni?
«Il cambiamento più grande è arrivato dopo il Covid. Da allora c’è meno disponibilità, meno apertura e meno tolleranza. C’è più rigidità e le persone si chiudono in loro stesse. Se prima (…)