Prende forma il Comitato per la difesa della sanità pubblica in Valdelsa, nato con l’obiettivo di portare all’attenzione delle istituzioni le principali criticità del territorio. All’assemblea costitutiva, svolta l’altra sera nei locali della Pubblica assistenza di Poggibonsi, hanno partecipato numerosi cittadini e rappresentanti del territorio.
Le adesioni sono salite a circa quaranta, rispetto al primo elenco di promotori del progetto. Il gruppo intende aprire un confronto con la Asl Toscana Sudest e con la Regione Toscana, coinvolgendo anche l’assessora alla Sanità Monia Monni, per esaminare le questioni ritenute più urgenti per i servizi sanitari della Valdelsa.
Il nodo di Campostaggia
Tra i temi indicati come prioritari ci sono il Punto nascita di Campostaggia e la specialistica ambulatoriale presente nella stessa struttura. Secondo quanto emerso durante l’incontro, l’ospedale sarebbe sottodimensionato rispetto al naturale bacino di utenza. Le condizioni dell’offerta sanitaria locale sono da tempo al centro del dibattito e rappresentano uno dei principali motivi alla base della nascita del Comitato.
Nel corso dell’assemblea sono intervenuti, tra gli altri, Barbara Grandi, che ha legato il proprio percorso all’Ostetricia e Ginecologia, dal presidio Pietro Burresi a Campostaggia, Anna Brunetti, Fabio Ceccherini, Massimiliano Fulignati, Lorenzo Scoccati e Franco Gallerini. Ceccherini ha sottolineato la necessità di uno strumento di partecipazione capace di dialogare direttamente con la popolazione, in un contesto diverso da quello dei grandi partiti di massa.
Il confronto con le istituzioni
La linea indicata dai promotori non è quella di una semplice mobilitazione di protesta. Il Comitato intende raccogliere le principali problematiche della sanità pubblica locale e sottoporle alle istituzioni competenti, chiedendo attenzione e risposte. L’obiettivo dichiarato è inoltre sollecitare le amministrazioni locali affinché sostengano il confronto sui servizi e sulle esigenze della popolazione della Valdelsa.