Si è svolta in largo Ciro Menotti a Pisa la seconda edizione di Percorso di cura, l’incontro promosso dalla Fondazione Ant per mettere in relazione le realtà del terzo settore impegnate nell’assistenza alla persona. L’appuntamento ha riunito associazioni, fondazioni e organizzazioni attive in città e nel territorio.
L’iniziativa è stata moderata dai giornalisti Francesco Ippolito, di 50Canale, e Gabriele Masiero, de La Nazione. Ad aprire l’incontro sono stati i saluti istituzionali dell’assessore alle Politiche sociali Giovanna Bonanno e della senatrice Ylenia Zambito. Era presente anche Federico Eligi, consigliere regionale di Casa riformista.
Il valore della collaborazione
Al centro del confronto sono state le buone prassi nell’ambito della cura e la necessità di sviluppare percorsi di assistenza integrata e multidisciplinare, costruiti sulle esigenze del paziente. Il tema è stato affrontato da diverse prospettive, con l’obiettivo di favorire una maggiore collaborazione tra soggetti che operano in ambiti differenti.
Pietro Augello, delegato pisano della Fondazione Ant, ha indicato nella capacità di fare sistema uno degli elementi decisivi per rendere più efficace il percorso assistenziale. L’incontro, ha spiegato, nasce dalla volontà di individuare e rafforzare le modalità di connessione tra le diverse realtà che da anni mettono a disposizione competenze e dedizione.
Le organizzazioni presenti
Hanno partecipato all’appuntamento i rappresentanti di Ridolina, Amico Cuore Toscana Odv, Fondazione Todisco Onlus, Associazione italiana sclerosi multipla, Lunperlaltro Odv, Forum Terzo Settore Pisa, Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta – Gruppo di Pisa, Fondazione Stella Maris, Caritas e Associazione Contro il Melanoma Odv.
Il confronto ha quindi coinvolto soggetti con esperienze diverse nel sostegno alle persone malate e fragili, nella solidarietà e nell’assistenza. La seconda edizione di Percorso di cura si è concentrata sulla costruzione di collegamenti più solidi tra queste competenze, come strumento per accompagnare il paziente attraverso un modello di presa in carico condiviso.