Emilia-Romagna

Il 118 insegna a salvare vite nelle piazze di Ferrara

Dimostrazioni pratiche hanno coinvolto anche Cento e Portomaggiore durante la campagna nazionale sulla rianimazione

Il Servizio di Emergenza Territoriale 118 dell’Azienda Usl di Ferrara è sceso in piazza con dimostrazioni, esercitazioni e informazioni sulle manovre da eseguire in caso di arresto cardiaco. L’iniziativa si è svolta sabato 17 ottobre a Ferrara, Cento e Portomaggiore, nell’ambito di Viva! La settimana per la rianimazione cardiopolmonare, campagna nazionale in programma dal 12 al 18 ottobre.

A Ferrara l’appuntamento ha raggiunto la 14ª edizione, mentre nelle sedi della provincia si è trattato del quarto evento. La manifestazione prevista a Codigoro è stata sospesa per rispetto e vicinanza alla sindaca Alice Zanardi, alla sua famiglia e alla comunità locale, colpite dalla scomparsa di Enrico Menegatti, marito della prima cittadina, il cui funerale si è svolto nella stessa giornata.

Le piazze coinvolte

Il personale del 118 e i volontari delle associazioni di soccorso hanno incontrato i cittadini in piazza Municipale a Ferrara, dalle 11 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 18, in piazza del Guercino a Cento, dalle 9.30 alle 13.30, e in piazza Umberto I a Portomaggiore, dalle 8.30 alle 12.30. Le attività comprendevano prove su manichini e indicazioni per riconoscere un arresto cardiaco, allertare i soccorsi e avviare la rianimazione cardiopolmonare.

L’iniziativa è stata promossa con il patrocinio dei Comuni interessati, il supporto delle Direzioni di Distretto dell’Ausl di Ferrara e la collaborazione di Paf, Croce Rossa Italiana, Sant’Agostino Soccorso, Voghiera Soccorso e Cidas. A Ferrara il programma ha incluso anche testimonianze di persone coinvolte in episodi di arresto cardiaco, incontri con professionisti e rappresentanti delle istituzioni, oltre ad attività sportive e dimostrazioni delle associazioni di volontariato.

Il ruolo dei cittadini

Il messaggio al centro della giornata è che anche chi non è un operatore sanitario può intervenire nei primi minuti, spesso decisivi. Dopo aver riconosciuto l’emergenza, è necessario chiamare il 112 o il 118, iniziare le compressioni toraciche e, se disponibile, utilizzare un defibrillatore. Le manovre possono contribuire a mantenere ossigenato il cervello e a ridurre i danni in attesa dell’arrivo dei soccorritori.

Secondo i professionisti intervenuti, nella maggior parte dei casi il 118 non è presente nei primissimi istanti dell’arresto cardiaco. Per questo la tempestività di chi si trova accanto alla persona colpita può incidere sull’esito dell’emergenza. In Emilia-Romagna si registrano circa 4.500 arresti cardiaci ogni anno, mentre in provincia di Ferrara sono circa 900 i defibrillatori censiti, il 25% dei quali accessibile 24 ore su 24.

Tra gli strumenti presentati c’è DAERespondER, l’app collegata alle centrali operative del 118 che consente di consultare la mappa dei defibrillatori e di ricevere una segnalazione quando si verifica un arresto cardiaco nelle vicinanze. In Emilia-Romagna, in circa la metà delle emergenze almeno un cittadino dichiara la propria disponibilità a intervenire; in un caso su cinque arriva prima dei mezzi di soccorso.

Durante l’incontro è stato inoltre ricordato il funzionamento del Numero unico europeo 112. La Centrale unica di risposta raccoglie la chiamata, valuta le necessità della persona e la trasferisce al servizio competente, con l’obiettivo di rendere più rapida ed efficace la gestione dell’emergenza.