È stata inaugurata questa mattina, giovedì 15 ottobre, presso l’ingresso del reparto di Nefrologia e Dialisi dell’ospedale Michele e Pietro Ferrero di Verduno, la nuova Piattaforma Elevatrice Sanitaria. L’impianto è destinato a facilitare il trasporto dei pazienti che devono sottoporsi a dialisi, offrendo loro un accesso più comodo, protetto e riservato.
La struttura consente di raggiungere il reparto con maggiore facilità, riducendo i disagi per le persone sottoposte a trattamenti frequenti e per i loro accompagnatori. L’intervento ha riguardato anche il completamento della copertura della rampa laterale, rendendo più protetto il percorso di ingresso alla Nefrologia e Dialisi.
Un intervento da 220mila euro
Il progetto ha previsto la realizzazione dell’ascensore e una serie di opere complementari: la pavimentazione della rampa, la sistemazione del terrazzo, la posa di una pensilina metallica di copertura e l’installazione dell’illuminazione. I lavori sono stati finanziati con 220mila euro assegnati per investimenti nella medicina territoriale, nell’ammodernamento del parco tecnologico e nella riqualificazione energetica.
Le risorse rientrano nel progetto Rilancio della sanità pubblica, finanziato attraverso il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione. L’obiettivo dell’opera è migliorare le condizioni di accesso al reparto per i malati che devono recarsi periodicamente in ospedale per le cure dialitiche.
La cerimonia a Verduno
Alla breve cerimonia hanno partecipato i vertici dirigenziali dell’ospedale e della Fondazione, alcuni sindaci e rappresentanti delle istituzioni, esponenti della Regione Piemonte e dell’ANED, l’Associazione Nazionale Emodializzati. Tra i presenti anche Attilio Cammarata, che ha promosso e seguito l’iniziativa.
Nel suo intervento, Cammarata ha ringraziato quanti hanno contribuito alla realizzazione della piattaforma, sottolineando il valore di un’opera pensata per semplificare gli spostamenti e alleggerire la fatica dei pazienti. La struttura è stata infine benedetta dal vescovo di Alba monsignor Marco Brunetti.