Il calcio italiano riparte da Giovanni Malagò. L’ex presidente del Coni è stato eletto nuovo numero uno della Figc con il 68,58% dei voti, superando nettamente Giancarlo Abete, fermatosi al 29,17%, nell’assemblea federale convocata dopo le dimissioni di Gabriele Gravina.
«Da solo non posso fare niente, con voi posso fare tutto», sono state le prime parole, cariche di emozione, del neo presidente federale.
L’elezione, avvenuta al Rome Cavalieri-A Waldorf Astoria Hotel, non ha riservato sorprese: su 273 delegati aventi diritto, erano presenti in 245 e la vittoria di Malagò era ampiamente prevista.
Il calcio italiano riparte dopo un altro fallimento mondiale
La nuova gestione nasce in uno dei momenti più difficili della storia recente del nostro calcio. L’Italia sta infatti assistendo alla terza Coppa del Mondo consecutiva senza la Nazionale azzurra, un fallimento che ha portato a un vero e proprio terremoto istituzionale.
Sono trascorsi 72 giorni dalla sconfitta ai rigori contro la Bosnia-Erzegovina a Zenica, una notte che ha provocato il crollo dell’intera struttura federale, dalle dimissioni di Gravina fino all’addio del commissario tecnico Gennaro Gattuso.
Adesso l’obiettivo è voltare pagina e costruire un nuovo ciclo che possa riportare l’Italia protagonista in vista di Euro 2028 e soprattutto del Mondiale 2030.
La nuova squadra federale prende forma
Tra le prime nomine potrebbero esserci quelle dei vicepresidenti federali. I nomi più accreditati sono Ezio Simonelli, presidente della Lega Serie A, insieme a Umberto Calcagno o Sara Gama in rappresentanza dell’Assocalciatori.
La priorità assoluta, però, resta la Nazionale.
Dopo le ultime amichevoli affidate a Silvio Baldini, tecnico dell’Under 21, la Federazione è pronta a scegliere una nuova guida tecnica definitiva.
Nonostante il forte consenso popolare raccolto dall’ex allenatore del Pescara, Baldini non dovrebbe essere il commissario tecnico che guiderà gli azzurri a settembre nelle prime gare di Nations League.
Mancini in pole per il ritorno
Il nome scelto da Malagò sarebbe già stato individuato.
Il favorito è Roberto Mancini, già commissario tecnico dell’Italia dal 2018 al 2023 e protagonista della vittoria dell’Europeo nel 2021.
L’ex ct avrebbe superato la concorrenza di Antonio Conte, diventando il principale candidato per inaugurare il nuovo corso azzurro.
Prima di ufficializzare il nuovo allenatore, però, Malagò dovrà individuare anche il futuro direttore tecnico federale.
Sul tavolo ci sono diversi profili di prestigio: Paolo Maldini, Claudio Ranieri e, sullo sfondo, anche Frederic Massara, recentemente liberatosi dalla Roma.
Le prime decisioni operative arriveranno nei primi giorni di luglio, quando si terrà il primo Consiglio federale della nuova gestione.
Da quel momento inizierà ufficialmente una nuova era per il calcio italiano, chiamato ancora una volta a ricostruirsi dalle fondamenta.