Piemonte

Il Pld propone un modello comune per il patrimonio del Vco

L’idea punta a unire tutela, competenze private e collaborazione fra enti, partendo da progetti pilota misurabili.

Il Partito Liberaldemocratico del Vco interviene nel confronto sull’offerta culturale e turistica del territorio, avviato dopo l’affidamento alla famiglia Borromeo della gestione del Castello Visconteo di Vogogna. Al centro della riflessione del partito c’è il rapporto tra proprietà pubblica, gestione privata e valorizzazione dei beni culturali, paesaggistici e turistici del Verbano Cusio Ossola.

Un modello oltre la contrapposizione pubblico-privato

Secondo il Liberaldemocratico, la capacità imprenditoriale privata può offrire investimenti, competenze gestionali, promozione e collegamenti con le reti turistiche. Questo, però, non dovrebbe comportare il trasferimento della proprietà dei beni, che quando appartengono agli enti locali deve restare pubblica. Un Comune, sostiene il partito, può quindi conservare la titolarità di un bene e coinvolgere soggetti privati nella gestione, nella conservazione e nello sviluppo.

La proposta viene indicata con il nome Vco Patrimonio Comune, ma non consiste nella creazione immediata di una società o di una nuova struttura. Si tratta, nelle intenzioni del partito, di un’ipotesi di lavoro da sottoporre al territorio per verificare la possibilità di una strategia condivisa tra i Comuni del Vco. L’obiettivo non è accorpare i beni in un unico contenitore, bensì sviluppare una capacità di progettazione comune, lasciando a ciascun ente la piena titolarità del proprio patrimonio.

Nel modello potrebbero trovare spazio, in base alle caratteristiche dei singoli beni e dei progetti, enti pubblici, fondazioni, imprese locali, operatori culturali e turistici, investitori e gruppi imprenditoriali. Tra le opzioni da valutare viene citata anche la joint venture pubblico-privata, insieme a concessioni, fondazioni, società miste e accordi di rete. Il partito precisa tuttavia che nessuna formula viene considerata già definita: la scelta dovrebbe dipendere dalle esigenze dei diversi castelli, ville, parchi, musei, siti storici e paesaggistici o complessi industriali.

Tutela, trasparenza e progetti pilota

La proposta individua alcuni principi comuni: mantenimento della proprietà pubblica, tutela non subordinata alla sola redditività, pluralità degli operatori, trasparenza nei criteri di scelta e nella verifica di investimenti e risultati. Un ulteriore obiettivo è garantire un ritorno per il territorio, destinando parte del valore generato dalla valorizzazione alla conservazione e alla crescita dell’intero sistema.

Il Liberaldemocratico suggerisce inoltre di elaborare un bilancio annuale del valore pubblico del patrimonio. Non soltanto incassi e numero di biglietti venduti, ma anche visitatori, investimenti attivati, occupazione, imprese coinvolte, eventi, attività culturali, ricadute economiche, accessibilità e stato di conservazione. La misurazione dovrebbe servire a capire quanto ciascun bene restituisca alla comunità, oltre ai risultati strettamente economici.

La proposta non prevede di coinvolgere subito decine di beni. Il percorso indicato parte dall’individuazione di uno o più progetti pilota, dalla costruzione di un modello e dalla valutazione dei risultati, prima di decidere se estenderlo. Il partito richiama anche il dibattito sulle forme di governance e collaborazione pubblico-privata nel settore della montagna e degli impianti sciistici, ritenendo utile interrogarsi sulla possibilità di sviluppare strumenti analoghi, con garanzie specifiche, per il patrimonio culturale.

La discussione, secondo il Pld, dovrebbe partire da alcune domande: quali beni governare insieme, quali competenze affidare ai privati, cosa mantenere necessariamente pubblico, come garantire pluralità e concorrenza e come sostenere anche il patrimonio più fragile. La proposta viene quindi presentata come un confronto aperto sulla governance del patrimonio del Vco, senza indicare in anticipo una soluzione unica né un gestore prestabilito.