Nazionale

Da Modena oltre 700 persone alla manifestazione di Roma

Le realtà aderenti denunciano precarietà, caro vita, scelte governative e minori risorse per la sanità.

Saranno oltre 700 le persone in partenza da Modena per partecipare alla manifestazione nazionale promossa a Roma da La Via Maestra. I partecipanti raggiungeranno la capitale con treni, pullman e mezzi propri per chiedere politiche dedicate al lavoro, al welfare, alla pace e alla tutela dell’ambiente.

La mobilitazione riunisce a livello nazionale la Cgil e più di 100 associazioni. A presentare l’iniziativa per il territorio modenese sono stati Alessandro De Nicola, segretario della Cgil di Modena, Vanni Bulgarelli, presidente dell’Anpi Modena, Anna Ferri di Arci Modena, Silviana Siggillino, presidente delle Acli Modena, Carmelo Frattura di Libera Modena, Serena Ballista dell’Udi Modena, Roberta Micukaj dell’Udu e Frida Fruggeri della Rete degli Studenti Medi di Modena.

Le ragioni della protesta

I promotori spiegano di voler ripartire dalla Costituzione e dal principio di giustizia sociale, ritenuto messo sotto pressione dall’aumento del costo della vita e dalle scelte dell’esecutivo. Tra i temi sollevati figurano anche la modifica della legge elettorale e l’ipotesi di introdurre il presidenzialismo senza una revisione della Carta costituzionale.

Secondo le associazioni, il sistema fiscale resta iniquo, mentre benzina e diesel si avvicinano ai 2,5 euro al litro. A pesare sui bilanci familiari ci sono inoltre i costi dei trasporti, l’inflazione, il fiscal drag e l’aumento delle bollette, indicate in crescita del 40 per cento. Un altro problema segnalato è la difficoltà di trovare un’abitazione.

La questione energetica, sostengono i rappresentanti modenesi de La Via Maestra, rischia di avere conseguenze anche sui servizi comunali. Nel loro intervento hanno richiamato l’allarme dell’Anci, secondo cui i costi aggiuntivi per gli enti locali potrebbero raggiungere 400 milioni di euro nel 2026.

Lavoro e sanità

Tra gli obiettivi della manifestazione c’è anche il contrasto alla precarietà. In provincia di Modena, riferiscono i promotori, il 60 per cento delle assunzioni avviene con contratti a tempo determinato o interinali. La richiesta è di intervenire sulla qualità dell’occupazione e di aumentare i salari.

Nel documento illustrato dalle associazioni viene inoltre criticata la scelta di destinare, nella bozza del Documento di programmazione economico-finanziaria, 14 miliardi di euro a debito per le armi. Secondo i promotori, non sarebbero invece previste risorse sufficienti per la sanità. La Cgil ricorda di aver raccolto a Modena quasi 10mila firme su questo tema, oltre ad altre adesioni online.