Giacomo Possamai rilancia il confronto sull’uscita orientale della Tav da Vicenza e chiama a raccolta i comitati cittadini contrari al progetto elaborato da Rfi. L’obiettivo dell’amministrazione è respingere il quadruplicamento dei binari in superficie e la realizzazione del cosiddetto salto del montone a Settecà, soluzione tecnica individuata per la tratta a est della città.
La lettera a Rfi e al ministero
La nuova fase del confronto è stata aperta a Palazzo Trissino, dove il sindaco, il consigliere delegato all’alta velocità Angelo Tonello, il rappresentante della Cabina di regia Tav Lucio Zoppello e i referenti dei comitati RispettiAmo Vicenza, Tav Settecà e Tav Stanga hanno presentato una lettera congiunta indirizzata a Rfi e al Ministero delle Infrastrutture.
Nel documento, Comune e comitati dichiarano la propria contrarietà al quadruplicamento ferroviario in superficie e al salto del montone. Possamai ha definito un affronto alla città sia la posizione del ministro Matteo Salvini sia il modo in cui Rfi avrebbe comunicato l’intenzione di procedere, senza accogliere le richieste di confronto avanzate dall’amministrazione. La scelta di costruire una posizione comune punta a rafforzare il peso negoziale del territorio nei rapporti con Roma.
Le alternative richieste
La prima richiesta contenuta nella lettera è lo stop alla progettazione della cosiddetta soluzione uno, che prevede il quadruplicamento in superficie. Il Comune annuncia inoltre il coinvolgimento della Regione Veneto, il cui pronunciamento viene considerato decisivo nell’iter del progetto.
Amministrazione e comitati chiedono poi uno studio scientifico approfondito sull’opzione zero e sull’area della stazione ferroviaria, per individuare eventuali alternative e verificare la reale necessità delle barriere antirumore previste lungo una zona caratterizzata in larga parte dalla presenza di abitazioni unifamiliari. Qualora le altre ipotesi non risultassero praticabili, viene sollecitato un esame serio dell’interramento dei binari, mentre resta ferma la contrarietà al salto del montone.
Il confronto si sta così spostando dal piano tecnico a quello politico. Da una parte il Comune richiama il diritto di Vicenza a incidere sulle trasformazioni che riguardano il territorio; dall’altra, il Governo considera la Tav un’infrastruttura strategica di interesse nazionale. Il sindaco ha chiesto rispetto per la città e annunciato, di fatto, l’avvio di una nuova fase di mobilitazione destinata a incidere sul dibattito dei prossimi mesi.