Toscana

Angori: per il verde provinciale servono due milioni

Oltre 30mila alberature richiedono interventi, mentre fondi e addetti sono diminuiti negli anni.

La gestione del patrimonio arboreo della Provincia di Pisa deve fare i conti con risorse economiche e personale sempre più ridotti. A tracciare il quadro è il presidente Massimiliano Angori, intervenuto nel dibattito sulle politiche del verde pubblico riacceso anche da alcuni progetti dell’amministrazione comunale, tra cui il campo da basket di via Maccatella, pur non essendo un’area di competenza provinciale.

Il patrimonio affidato all’ente comprende oltre 30mila alberature distribuite lungo il territorio provinciale. Per curarle, sostituirle e programmare nuove piantumazioni, secondo Angori, servirebbero uno o due milioni di euro. Le risorse oggi disponibili, invece, ammontano soltanto a poche centinaia di migliaia di euro. Una sproporzione che rende difficile garantire interventi costanti e adeguati sulle piante e sugli alberi.

Personale ridotto e appalti complessi

Il presidente collega la situazione anche alla trasformazione subita dalla Provincia dopo la riforma che ne ha ridimensionato funzioni e organici. In passato l’ente contava almeno 500 dipendenti e disponeva di tecnici giardinieri, agronomi e ornitologi. Prima di procedere con le potature, gli specialisti potevano studiare anche le nidificazioni, valutando gli interventi albero per albero.

Oggi, spiega Angori, il personale è stato ridotto a poche centinaia di unità e per ogni operazione sul verde è necessario attivare procedure e appalti rivolti a ditte specializzate. Le aziende devono disporre di strumenti conformi e di addetti qualificati, competenze che in precedenza erano presenti direttamente nell’organico provinciale. Il risultato è un sistema più complesso e condizionato dalla disponibilità dei finanziamenti.

Il caso dei tigli sulla via del Brennero

Angori è tornato anche sulla vicenda dei 34 tigli storici abbattuti lungo la strada regionale 12 del Brennero, tra Ripafratta e Montuolo, un intervento che aveva suscitato le proteste di ambientalisti e pendolari tra Pisa e Lucca. Il presidente ha ribadito che la Provincia avrebbe cercato di evitare il taglio, ma di aver dovuto rispettare un’ordinanza definita cogente e non rinviabile dell’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria.

Angori ha riferito di essersi rivolto personalmente anche ai carabinieri forestali per ottenere una consulenza, ma che alla fine non ci sarebbero state alternative all’abbattimento. La vicenda, ha osservato, dimostra quanto spesso venga trascurato il ciclo vitale delle piante e la loro esposizione ad attacchi patogeni.

La richiesta conclusiva riguarda quindi nuovi finanziamenti per la cura degli alberi e per ripensare le future piantumazioni e manutenzioni. Le scelte dovranno tenere conto anche degli effetti del cambiamento climatico, che stanno modificando le condizioni ambientali e le esigenze di gestione del patrimonio arboreo.