Le dimissioni di Massimo Mancini dalla Giunta di Cernusco sul Naviglio inevitabilmente alimentano e infervorano il dibattito politico.
L’addio a un anno dalle elezioni
Un anno fa Paola Colombo aveva vinto le elezioni a capo di una coalizione di centrosinistra. Un mese dopo la prima sindaca donna della città annunciava la propria squadra nella quale emergevano gli assessorati di peso assegnati agli esponenti riformisti, come Mauro Andreoni, cui era stata assegnata l’Urbanistica, e Massimo Mancini, che ottenne, tra l’altro, le deleghe a Bilancio, Lavori pubblici e Commercio.
Un anno movimentato
In questo anno tuttavia non è stato tutto tranquillo, ma si sono susseguiti addii importanti.
- A febbraio Caterina Bardi, la segretaria generale, che era stata chiamata solo tre mesi prima dalla sindaca a sostituire la precedente Francesca Saragò, aveva lasciato l’incarico motivando la scelta con ragioni personali e scusandosi quasi commossa in Consiglio comunale per il disagio che la sua decisione avrebbe portato.
- Sempre a febbraio aveva salutato il Consiglio comunale il consigliere di maggioranza Marco Erba, della lista Tutti per Cernusco. Anche l’ex vicesindaco ed ex assessore nella precedente Giunta di Ermanno Zacchetti aveva motivato le proprie dimissioni con ragioni personali.
- A marzo era stata la volta della capogruppo del Pd Giorgia Carenzi ad assumere una decisione clamorosa: aveva lasciato il partito e, pur restando sempre in maggioranza, aveva aderito alla lista Tutti per Cernusco di ispirazione riformista. Una scelta che aveva motivato in questo caso con ragioni politiche, ovvero con la progressiva riduzione dello spazio all’interno del Partito democratico, a suo modo di vedere, delle posizioni liberali e riformiste.
“Mancanza di stabilità e coesione interna”
Di fronte a tali vicissitudini, tra le fila della minoranza, i primi a uscire allo scoperto sono stati i membri della lista Vivere Cernusco che hanno parlato, in riferimento alla maggioranza, di “mancanza di stabilità e coesione interna”. In particolare ricorda come argomenti importanti, come il nuovo Piano di governo del territorio, la riqualificazione di via Don Sturzo, la progettazione della Filanda, così come altri, siano ancora, a loro modi do vedere, fermi al palo:
Così il gruppo in un post:
Sembra che la potente (considerando i risultati del ballottaggio) “invincibile armada” a trazione Pd abbia iniziato presto a mostrare qualche sbandamento…
Una mancanza di stabilità e coesione interna a cui si deve probabilmente il lungo impasse su questioni importanti, dal nuovo Piano di Governo del Territorio, continuamente rinviato, alle scelte sul futuro della Filanda e del quartiere don Sturzo.
Pur dai banchi dell’opposizione ci auguriamo, per il bene della città, che questa girandola di dimissioni e avvicendamenti non freni l’azione amministrativa e che questa trovi invece stabilità, coesione e progettualità.
Perché finora, in molti ambiti, questa “invincibile armada” ci sembra abbia navigato a vista…