Lombardia

Cinque spaccate in due mesi nei negozi del panificio Tresoldi

Attacchi ravvicinati hanno lasciato ingressi danneggiati e sollecitato un confronto tra esercenti e istituzioni.

Due tentativi di furto in una sola settimana hanno danneggiato il panificio Italo Tresoldi di via XXIV Maggio, a Bergamo. Il primo episodio è avvenuto nella notte tra il 14 e il 15 agosto, quando un ladro ha cercato di sfondare una porta a vetri utilizzando uno scooter come ariete. Il secondo risale alla notte tra venerdì e sabato: l’ingresso è stato preso a calci, mentre sono state danneggiate le guide della serratura e la porta che conduce alla piazzetta Gabrieli.

In attesa degli interventi di un serramentista, il titolare Matteo Tresoldi ha dovuto adottare soluzioni provvisorie per impedire l’accesso ai locali. La porta più danneggiata è stata bloccata con sei bancali di legno, mentre l’altro ingresso viene tenuto chiuso dai tavolini. La difficoltà, ha spiegato l’imprenditore, è stata anche trovare tecnici disponibili nel periodo compreso tra Ferragosto e la festa di Sant’Alessandro.

La sequenza degli episodi

Considerando anche gli altri punti vendita dell’insegna, il bilancio sale a cinque spaccate in due mesi e mezzo. Il primo episodio era avvenuto il 12 giugno nel negozio di Dalmine, dove i ladri erano riusciti a entrare e a portare via il cassetto automatico utilizzato per il resto. Il dispositivo, ha riferito Tresoldi, aveva un valore di circa 11 mila euro ed era stato acquistato appena sei mesi prima.

Due assalti hanno riguardato anche il punto vendita Trex di via Gavazzeni, a Bergamo. In quel caso i ladri avevano superato un cancello, sfondato la porta posteriore del magazzino e sottratto alcune bottiglie di superalcolici. Gli altri tentativi, invece, non hanno prodotto un bottino. In tutti i locali è già presente un impianto antifurto, ma il titolare sta valutando ulteriori misure, tra cui i nebbiogeni, sistemi in grado di riempire rapidamente gli ambienti di nebbia per ostacolare i responsabili e proteggere ciò che si trova all’interno.

La richiesta di un confronto

Il tono di Tresoldi resta leggero, ma la preoccupazione emerge quando parla dell’aumento degli episodi e delle modalità utilizzate. Secondo l’imprenditore, in passato i ladri si limitavano a forzare le serrature e a prendere il denaro disponibile o pochi prodotti. Ora, invece, ricorrono anche a scooter e altri mezzi per sfondare le vetrine, nonostante nei panifici il fondo cassa sia generalmente contenuto.

Per questo il titolare chiede l’apertura di un tavolo di confronto tra amministrazione comunale, forze dell’ordine e commercianti. L’obiettivo è discutere la situazione e individuare possibili interventi per rafforzare la protezione dei negozi. Tresoldi ha raccontato con ironia di essere arrivato a pensare di dormire nel punto vendita, ipotesi esclusa dalla moglie anche per i rischi legati a eventuali aggressori armati.