Novara (NO)

A Novara, dieci anni di Spazio Donna contro la violenza

Quasi 900 persone assistite; firmato il Manifesto Formare per prevenire, con prevenzione e formazione al centro dell’impegno comune.

Spazio Donna, il Centro antiviolenza istituito dal Comune di Novara e gestito dall’associazione Liberazione e Speranza, ha celebrato il decimo anniversario con un incontro dedicato alla prevenzione e alla collaborazione tra istituzioni, servizi e realtà del territorio. In dieci anni, quasi 900 donne si sono rivolte alla struttura per ricevere ascolto, protezione e accompagnamento verso una condizione di maggiore sicurezza e autonomia.

Nel corso dell’iniziativa è stato firmato il Manifesto Formare per prevenire, documento che richiama la necessità di considerare la violenza di genere non come una questione privata, ma come una ferita sociale. L’obiettivo indicato dai promotori è rafforzare la capacità della comunità di riconoscere i segnali di abuso e di attivare risposte concrete attraverso formazione, sensibilizzazione e responsabilità condivisa.

I numeri dell’accoglienza

Secondo i dati illustrati durante l’incontro, oltre il 70% delle donne accolte è madre. La violenza, quindi, coinvolge anche i figli e i loro percorsi di crescita. La maggior parte delle utenti ha un’età compresa tra i 20 e i 45 anni, mentre più del 60% ha presentato denuncia. Le forme di violenza più frequenti sono quella psicologica e quella fisica, spesso associate a dinamiche di controllo e ad altre forme di abuso.

La maggioranza delle donne seguite è italiana, ma il servizio ha accolto persone provenienti anche da numerosi altri Paesi, tra cui Perù, Ecuador, Marocco, Albania, Nigeria, Turchia, Ucraina, Brasile, Camerun, Colombia, Egitto, El Salvador, Moldavia e Romania. In questo quadro, la mediazione interculturale consente di affrontare le barriere linguistiche e culturali e di costruire percorsi adeguati alle diverse storie personali.

Il sostegno offerto da Spazio Donna comprende protezione, supporto sociale e legale e percorsi di autonomia abitativa, lavorativa ed economica. Al centro dell’intervento ci sono la dignità della persona e il diritto a vivere libera dalla violenza. Durante l’incontro, Davide Porta, presidente della Cooperativa Nuova Assistenza, ha sottolineato il ruolo di scuole, luoghi di lavoro e servizi nella prevenzione. Elia Impaloni, presidente della Cooperativa Liberazione e Speranza, ha invece ribadito la funzione del Centro come luogo di ascolto e avvio verso una vita autonoma.

Una rete tra istituzioni e territorio

All’appuntamento, moderato dalla giornalista Sabrina Marrano, hanno partecipato rappresentanti del Comune di Novara, della Provincia, della Procura, della Prefettura, della Questura e dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Maggiore della Carità. Presenti anche associazioni, imprese, enti formativi e professionisti che hanno sostenuto iniziative di sensibilizzazione sul territorio.

Marina Chiarelli, assessore alla Cultura, Pari opportunità e Politiche giovanili della Regione Piemonte, ha ricordato che quasi un terzo delle donne è stato seguito negli ultimi due anni e ha annunciato il rafforzamento della rete dei centri antiviolenza e delle case rifugio, anche nel Novarese, con oltre 5 milioni di euro di nuove risorse statali. La firma del Manifesto rilancia così l’impegno per la formazione nelle aziende, l’educazione al rispetto nelle scuole e la costruzione di nuove opportunità di autonomia.

Le donne che vivono situazioni di violenza possono contattare il 1522, numero nazionale antiviolenza e stalking, gratuito e attivo 24 ore su 24, oppure rivolgersi ai servizi antiviolenza presenti sul territorio.