Lombardia

Sei comuni del Comasco uniti contro spopolamento e turismo

Un percorso coinvolge università, amministratori e cittadini su mobilità, servizi e futuro dei paesi

Sei comuni del territorio comasco hanno avviato un percorso condiviso per affrontare due fenomeni apparentemente opposti ma strettamente collegati: la crescita dei flussi turistici sulle rive del lago e la perdita di residenti nei piccoli centri e nelle frazioni montane. Il progetto, promosso dal Comune di Faggeto Lario, coinvolge Sormano, Moltrasio, Blevio, Pognana Lario e Zelbio, insieme all’Università dell’Insubria e al Centro di ricerca Green dell’Università della Valle d’Aosta.

L’iniziativa si chiama Sentieri comuni e il primo appuntamento è stato organizzato per sabato 24 ottobre 2026 nella sede dell’Università dell’Insubria di Sant’Abbondio, a Como. L’obiettivo è mettere a confronto amministratori, operatori economici, associazioni, professionisti, studenti e cittadini per individuare criticità condivise e possibili forme di collaborazione tra realtà con caratteristiche diverse.

Le due facce del lago

In alcune località del Lago di Como l’aumento dei visitatori e la diffusione degli affitti brevi stanno modificando rapidamente il territorio. La maggiore attrattività può creare opportunità economiche, ma può anche aumentare la pressione sulle abitazioni e sui servizi, incidendo sulla vita quotidiana di chi risiede nei paesi durante tutto l’anno.

Nelle aree interne e montane il problema assume invece la forma dello spopolamento. La partenza dei giovani, la diminuzione degli abitanti, i collegamenti difficili e la riduzione dei servizi essenziali rendono più complessa la permanenza di famiglie e anziani. La tenuta delle comunità dipende anche dalla possibilità di raggiungere scuole, attività e servizi senza dover affrontare spostamenti troppo onerosi.

Secondo i promotori, le due dinamiche devono essere affrontate insieme. Il turismo può rappresentare una risorsa, ma il suo sviluppo deve tenere conto delle esigenze dei residenti. Allo stesso tempo, contrastare la perdita di abitanti richiede interventi che vadano oltre i confini dei singoli municipi, soprattutto sul fronte della mobilità e dei servizi.

Quattro tavoli di lavoro

Il confronto è stato organizzato attorno a quattro temi: turismo, spopolamento, servizi di base e mobilità. Il primo riguarda la necessità di conciliare l’attrattività delle località con la qualità della vita delle persone che vi abitano. Il secondo si concentra sulle zone più interne, dove la diminuzione della popolazione può mettere in discussione la continuità stessa delle comunità.

Gli altri due tavoli sono dedicati alle condizioni concrete che permettono a una famiglia di restare in un piccolo paese. La disponibilità di servizi e la facilità degli spostamenti possono infatti influenzare la scelta di vivere stabilmente sul territorio. Per questo, secondo i promotori, alcune questioni non possono essere risolte da un singolo Comune, ma richiedono una pianificazione condivisa.

Al percorso partecipano ricercatori e docenti dell’Università dell’Insubria e del Centro di ricerca Green dell’Università della Valle d’Aosta. Tra i docenti coinvolti figura Sebastiano Citroni, professore di Sociologia al Dipartimento di Diritto, Economia e Culture dell’Insubria. Il loro compito è accompagnare il confronto tra conoscenze scientifiche, esperienza amministrativa e vita quotidiana dei residenti, senza presentare un piano già definito.

L’incontro di Sant’Abbondio rappresenta quindi l’avvio del progetto. Nella presentazione dell’iniziativa non sono stati annunciati finanziamenti specifici, interventi già approvati o nuove misure sugli affitti brevi. Il percorso punta piuttosto a definire problemi comuni e possibili progetti per il futuro dei paesi del lago e del Triangolo Lariano, con l’interrogativo sulle condizioni necessarie perché giovani, famiglie e anziani possano continuare a viverci tutto l’anno.