La raccolta delle firme davanti a un notaio per arrivare allo scioglimento anticipato del Consiglio comunale di Terni alimenta lo scontro tra le forze di opposizione. Fratelli d’Italia accusa il Partito democratico e i consiglieri fuoriusciti dalla maggioranza di non trasformare in iniziative concrete le richieste di dimissioni rivolte al sindaco Stefano Bandecchi.
L’iniziativa è stata promossa da Fratelli d’Italia e dal centrodestra, con l’adesione dei consiglieri Masselli e Fabrizi, appartenenti al gruppo misto, e del consigliere Claudio Fiorelli. Secondo il gruppo consiliare e i coordinamenti comunale e provinciale del partito, la raccolta ha messo in evidenza una contraddizione tra le dichiarazioni degli esponenti politici e la disponibilità a sottoscrivere formalmente una richiesta in grado di mettere fine alla consiliatura.
Le accuse rivolte al Pd
Nel documento diffuso da Fratelli d’Italia si sostiene che il Pd abbia promosso manifestazioni, presentato interrogazioni parlamentari e chiesto più volte le dimissioni di Bandecchi quando il sindaco disponeva di una maggioranza solida. A quelle posizioni, prosegue il partito, si sarebbero aggiunte le dichiarazioni di altri consiglieri che oggi si definiscono oppositori dell’amministrazione. Ora che la maggioranza si è frammentata, però, le richieste non sarebbero accompagnate dalle sottoscrizioni necessarie.
Fratelli d’Italia riconosce che le firme finora raccolte non sono sufficienti a determinare lo scioglimento del Consiglio. Allo stesso tempo, contesta la posizione di chi considera inutile l’iniziativa proprio per la mancanza dei numeri, sostenendo che ogni consigliere potrebbe contribuire a costruirli. Nel testo viene inoltre ricordato che anche una mozione di sfiducia avrebbe bisogno del sostegno di tutti i gruppi necessari a raggiungere la soglia prevista.
La richiesta di un testo comune
Il partito descrive come divise le opposizioni: da una parte gli esponenti dell’ex maggioranza, accusati di cercare nuovi spazi politici senza partecipare alla raccolta; dall’altra il Pd, ritenuto determinato nei comunicati ma più prudente nelle decisioni. Fratelli d’Italia rivendica invece di aver raccolto le proprie firme e di aver condiviso con il Movimento 5 Stelle l’obiettivo di concludere l’esperienza amministrativa di Bandecchi.
Il centrodestra dichiara comunque la propria disponibilità a sostenere anche la strada della sfiducia. Secondo quanto riferito, tuttavia, nei giorni successivi alle prime iniziative non sarebbe stato presentato alcun testo condiviso e non avrebbe avuto seguito nemmeno l’ipotesi di un incontro tra tutte le opposizioni, annunciata dal Pd regionale. Fratelli d’Italia chiede quindi agli altri gruppi di chiarire le proprie intenzioni e di dimostrare con atti concreti la volontà di interrompere l’amministrazione in carica.