Sassuolo (MO)

Rilievi sul bilancio, scontro in Consiglio a Sassuolo

Le minoranze contestano i tempi della comunicazione; il Pd difende la procedura seguita dagli uffici.

La Corte dei Conti ha chiesto chiarimenti al Comune di Sassuolo sul rendiconto relativo al 2024. I rilievi, secondo quanto emerso in consiglio comunale, riguardano esclusivamente aspetti formali della documentazione. Gli uffici comunali hanno già trasmesso alla magistratura contabile le risposte richieste.

La vicenda ha però aperto uno scontro politico sui tempi con cui la comunicazione è stata portata all’attenzione dei consiglieri. Le opposizioni hanno contestato al presidente del consiglio comunale Filippo Simeone di non avere informato immediatamente l’assemblea, sostenendo che il documento sia rimasto per alcuni giorni sulla sua scrivania prima di essere condiviso.

Le accuse delle minoranze

Il capogruppo di Fratelli d’Italia Luca Caselli ha parlato di una gestione poco trasparente della comunicazione. Secondo la sua ricostruzione, il documento della Corte, datato 21 ottobre, sarebbe stato ricevuto cinque giorni prima della seduta senza essere trasmesso ai consiglieri né illustrato nelle commissioni convocate in precedenza.

Dai banchi di Fratelli d’Italia, Alessandro Lucenti ha accusato la presidenza di avere compromesso il dovere di correttezza istituzionale e il rispetto delle prerogative dei rappresentanti eletti. A suo giudizio, la vicenda avrebbe richiesto una condivisione tempestiva, considerata la provenienza dei rilievi da un organo di controllo.

Ancora più netta la posizione della Lega. Il consigliere Gian Francesco Menani ha chiesto al sindaco di intervenire e di valutare la sostituzione del presidente del consiglio comunale. Menani ha inoltre invitato Simeone a riflettere sull’opportunità di rassegnare le dimissioni, sostenendo che la sua condotta non avrebbe garantito ai consiglieri il tempo necessario per esaminare il provvedimento.

La difesa del Partito Democratico

Il gruppo consiliare del Partito Democratico ha difeso invece l’operato della presidenza e della segreteria comunale. Giuseppe Bove ha sottolineato la differenza tra una richiesta di regolarizzazione documentale e la rappresentazione di una situazione caratterizzata da conti poco chiari, definendo quest’ultima una forzatura politica.

Sui tempi di trasmissione, Bove ha sostenuto che sarebbe stata rispettata la prassi, con la comunicazione portata in aula otto giorni dopo la ricezione e nella prima seduta utile. La spiegazione non ha però convinto le opposizioni, che hanno mantenuto le critiche sulla gestione del documento. Al centro del confronto resta quindi il rapporto tra rilievi formali sul rendiconto 2024 e obblighi di informazione all’interno del consiglio comunale.