Milano (MI)

Stadio, FdI critica la vendita: «Un pezzo di Milano»

Truppo contesta l’operazione da 220 milioni e segnala l’assenza di 40 milioni inizialmente previsti.

Fratelli d’Italia contesta le condizioni economiche della cessione dello stadio e dell’area collegata da parte del Comune di Milano. La presa di posizione arriva dopo la diffusione dei dati relativi alla sponsorizzazione di Generali, che secondo quanto riportato dal partito garantirebbe 650 milioni di euro in 25 anni al solo main sponsor.

Riccardo Truppo, capogruppo milanese di FdI, definisce surreale che l’amministrazione comunale guidata dalla Giunta Sala Bis abbia ceduto lo stadio e, a suo giudizio, «un pezzo di città» per 220 milioni di euro. Il consigliere precisa che il partito non sarebbe stato contrario, negli anni, al confronto sul futuro dell’impianto e sullo sviluppo urbano, ma critica tempi e modalità con cui è stata elaborata e discussa la delibera.

La contestazione sul valore dell’operazione

Secondo Truppo, il provvedimento sarebbe stato preparato in sette anni e discusso in sette giorni, peraltro alla scadenza del vincolo. Da qui la valutazione politica secondo cui il prezzo della cessione risulterebbe particolarmente penalizzante per la città, soprattutto alla luce delle cifre legate alla sponsorizzazione. Il capogruppo sostiene comunque che il progetto debba poter procedere, ma invita a non dimenticare quella che definisce una «ferita aperta».

FdI annuncia inoltre l’intenzione di vigilare sugli impegni futuri legati all’operazione. Truppo richiama in particolare il prossimo candidato sindaco della coalizione, chiedendo che siano assunte posizioni chiare durante la campagna elettorale, indipendentemente da chi verrà scelto come candidato.

Il nodo dei 40 milioni

Simone Orlandi, coordinatore milanese del partito, solleva un’ulteriore questione relativa ai documenti della cessione. A suo dire, i 40 milioni di euro inizialmente previsti nell’ambito dell’operazione non risulterebbero più indicati negli atti disponibili. La cifra, sottolinea Orlandi, non sarebbe marginale e inciderebbe ulteriormente sulla valutazione economica dell’accordo.

Il coordinatore sostiene che il rischio per i cittadini sia duplice: da una parte la cessione di un patrimonio pubblico a condizioni giudicate discutibili, dall’altra la possibile perdita di risorse che erano state inizialmente considerate. Le osservazioni di FdI si inseriscono così nel confronto politico cittadino sul valore dell’operazione e sulle garanzie da assicurare alla comunità milanese.