Una riflessione sull’impiego delle risorse pubbliche destinate alla cultura riapre il confronto a Caltrano. A sollevare il tema è Anna Campese, capogruppo della minoranza di Viviamo Caltrano, che chiede di ampliare l’offerta culturale del paese e di distribuire in modo diverso i fondi disponibili per le iniziative comunali.
Il nodo delle risorse
Al centro della discussione c’è la partecipazione del Comune alla rassegna Parole a Confine, appuntamento culturale presente sul territorio da oltre vent’anni. Campese precisa che la critica non riguarda il valore della manifestazione in sé, ma il modello di utilizzo delle risorse pubbliche. Secondo la consigliera, la cultura rappresenta un investimento importante per la comunità e proprio per questo dovrebbe essere sostenuta attraverso criteri di efficacia, equilibrio e capacità di coinvolgere il maggior numero possibile di cittadini.
La quota destinata annualmente alla partecipazione di Caltrano alla rassegna ammonta a circa 5mila euro, stanziati nel bilancio preventivo. La cifra potrebbe risultare più bassa a consuntivo, osserva la minoranza, ma rappresenterebbe comunque un vincolo per la programmazione di nuove attività e per il sostegno alle associazioni locali. Il tema posto da Campese è quindi il rapporto tra la spesa sostenuta e la partecipazione registrata.
La proposta della minoranza
La capogruppo sottolinea che, nonostante i 22 anni di storia della rassegna, il pubblico non avrebbe registrato una crescita significativa. Nell’edizione più recente gli appuntamenti ospitati a Caltrano sono stati tre: due nella sala parrocchiale e uno nella sala Angonese. Per la minoranza, questi numeri non giustificherebbero una concentrazione così significativa delle risorse su un’unica proposta culturale.
Campese pone inoltre una questione di rappresentatività. Secondo la consigliera, una parte della cittadinanza percepirebbe la rassegna come espressione di una sensibilità culturale precisa, non necessariamente in grado di rappresentare l’intera comunità. Da qui nasce la richiesta di interrogarsi sul ritorno culturale e sociale prodotto dall’investimento pubblico.
Viviamo Caltrano propone di utilizzare le stesse risorse per costruire un calendario distribuito lungo tutto l’anno, con incontri con autori, approfondimenti storici, spettacoli teatrali, musica, conferenze e attività rivolte a giovani e famiglie. La proposta comprende anche un maggiore sostegno economico alle associazioni del territorio. L’obiettivo, chiarisce la minoranza, non è cancellare la rassegna storica, ma favorire una maggiore pluralità di linguaggi, iniziative e pubblici.
Il confronto si sposta così dal singolo appuntamento alla visione complessiva della programmazione culturale di Caltrano. La questione riguarda la scelta tra il mantenimento di un format consolidato, al quale viene destinata una parte rilevante delle risorse, e una distribuzione dei fondi tra più attività, con l’intento di coinvolgere una platea più ampia di cittadini e sostenere il mondo associativo locale. Il tema potrà tornare al centro del dibattito nei prossimi mesi, in relazione alle scelte di bilancio e alle richieste delle realtà del paese.