Ferrara (FE)

Caso XBikes, a Ferrara chieste le dimissioni di Carità

Le minoranze sollecitano il sindaco a riferire in aula su controlli, affidamenti e gestione dell’impianto.

Dopo la notizia dell’iscrizione dell’assessore Francesco Carità nel registro degli indagati nell’inchiesta della Procura Distrettuale Antimafia sulla vicenda XBikes, Alleanza Verdi Sinistra Italiana e Possibile Ferrara chiedono le sue dimissioni. Le due forze politiche ritengono opportuno che l’amministratore faccia un passo indietro per potersi dedicare alla propria difesa, ribadendo al tempo stesso l’auspicio che possa risultare estraneo ai fatti contestati.

Secondo Avs e Possibile, si tratterebbe di un caso senza precedenti nella storia recente della città: un amministratore del Comune di Ferrara risulta infatti coinvolto in un’indagine della Procura antimafia. Le forze di opposizione sottolineano inoltre che l’inchiesta ipotizzerebbe l’esistenza di un sistema violento e mafioso attivo in strutture affidate in concessione dall’ente, con accesso a fondi pubblici e partecipazione a iniziative pubbliche.

Le richieste sui controlli

Nel loro intervento, Avs e Possibile chiedono se, durante la predisposizione dei bandi e le successive assegnazioni, siano stati effettuati tutti i controlli necessari. La questione riguarda in particolare le procedure di affidamento e la gestione dell’impianto collegato alla vicenda, oltre alle verifiche svolte dall’amministrazione comunale prima e dopo l’assegnazione.

Nel frattempo, tutti i gruppi consiliari di opposizione hanno chiesto formalmente a Federico Soffritti, presidente del Consiglio comunale, che il sindaco riferisca sulla vicenda in apertura della seduta di lunedì 26 ottobre. Le minoranze precisano di non voler attribuire responsabilità penali né anticipare valutazioni sulle persone coinvolte, ma sostengono che un’indagine riguardante la gestione di un bene pubblico imponga al primo cittadino di informare il Consiglio e la comunità.

Le informazioni richieste al sindaco

Le opposizioni intendono conoscere quali elementi siano a disposizione dell’amministrazione, quali verifiche siano state avviate sulle procedure di affidamento e sulla conduzione dell’impianto, nonché l’efficacia dei controlli già eseguiti. Tra le richieste figurano anche chiarimenti sulle iniziative adottate o previste per tutelare l’interesse pubblico.

Nel documento, i gruppi consiliari richiamano il rispetto della magistratura, della riservatezza delle indagini e della presunzione di innocenza. Allo stesso tempo, sostengono che tali garanzie non debbano tradursi in un silenzio istituzionale e chiedono al sindaco di spiegare ciò che l’amministrazione conosce, quanto è stato verificato e quali interventi intenda adottare.