Matteo Salvini è stato confermato segretario della Lega per altri quattro anni, fino al 2030. L’esito è arrivato al termine del congresso straordinario del partito, durante il quale i delegati hanno votato a scrutinio segreto. Per il ministro e vicepremier si tratta della quarta elezione alla guida del Carroccio.
Salvini ha ottenuto 465 voti, mentre lo sfidante Massimo Garavaglia si è fermato a 146 preferenze. Dopo la proclamazione, la platea ha accolto il risultato con un lungo applauso. Tra gli striscioni presenti al congresso comparivano gli slogan Salvini avanti tutta e Oggi Capitano, domani al Viminale.
Il risultato dello sfidante
Garavaglia, senatore e presidente leghista della commissione Finanze del Senato, ha definito il risultato buono, circa il 25%. Il parlamentare ha sottolineato di aver condotto la sua candidatura senza una struttura organizzativa e di aver svolto la campagna da solo e alla luce del sole.
Dopo la rielezione, Salvini ha parlato dell’avvio di un nuovo percorso politico. Il segretario ha affermato che, nelle regioni in cui la Lega è al governo, non sarà più tollerato un trattamento da alleato di serie B. Da qui la richiesta di maggiore rispetto per le posizioni del partito all’interno delle coalizioni.
Guardando al futuro dell’esecutivo, il leader leghista ha ribadito la propria previsione su Giorgia Meloni, sostenendo che tornerà a ricoprire l’incarico di presidente del Consiglio e che la Lega sarà il secondo partito della coalizione.
La posizione sull’Ucraina e il nuovo simbolo
Prima del voto, nel suo intervento rivolto ai delegati, Salvini ha rilanciato la linea del partito sulla guerra in Ucraina. In caso di riconferma, ha detto, avrebbe portato in Consiglio dei ministri una posizione contraria alla prosecuzione dell’invio di fondi a Kiev.
Nel corso del congresso è stata inoltre presentata l’ipotesi di un nuovo logo, privo del nome di Salvini. La proposta prevede la scritta Lega in grande, l’Alberto di Giussano al centro e, sotto, la dicitura gialla Italia federale, con l’obiettivo dichiarato di rappresentare il passato, il presente e il futuro del movimento.