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Salvini confermato alla guida della Lega con 465 voti

Vicepremier annuncia linea più dura sull’assistenza a Kyiv e rivendica maggiore peso per partito nella coalizione

Salvini confermato alla guida della Lega con 465 voti

Matteo Salvini è stato confermato segretario della Lega con 465 voti al congresso del partito, svoltosi a Milano. Il risultato gli ha assegnato il 76% dei consensi espressi dai 611 delegati che hanno partecipato alla votazione. Lo sfidante Massimo Garavaglia ha ottenuto 146 preferenze, pari al 24%.

I delegati registrati erano 614, su 707 aventi diritto. Dopo la proclamazione, accolta dal boato dei congressisti, Salvini ha ringraziato Garavaglia. Quest’ultimo è salito sul palco e tra i due c’è stato un abbraccio, in un gesto di unità dopo il confronto congressuale.

La linea politica

Nel suo intervento, il vicepremier ha rivendicato un ruolo più incisivo per la Lega all’interno del centrodestra. Non tollererò più, ha detto, che il partito venga considerato un alleato di serie B nelle regioni amministrate dalla coalizione. Salvini ha chiesto rispetto per il peso della Lega, sostenendo che i numeri elettorali debbano essere riconosciuti.

Il segretario ha inoltre indicato l’obiettivo di rendere la Lega almeno il secondo partito della coalizione alle prossime elezioni, citando il possibile ritorno di Giorgia Meloni alla presidenza del Consiglio. Ha difeso la prosecuzione dell’esperienza di governo, definita la più longeva nella storia della Repubblica, e ha sostenuto che debba arrivare fino all’ultimo giorno della legislatura. Nel passaggio conclusivo ha citato anche Luca Zaia, affermando che il presidente del Veneto darà il proprio contributo al percorso dei prossimi mesi.

La posizione sull’Ucraina

Un altro passaggio centrale ha riguardato la guerra in Ucraina. Salvini ha affermato che il congresso gli ha dato un mandato chiaro per chiedere in Consiglio dei ministri lo stop all’invio di armi e risorse a Kiev. Il vicepremier ha ricordato il sostegno finora garantito al popolo ucraino, le sanzioni approvate e i circa 90 miliardi di euro stanziati, mettendo in dubbio l’efficacia di ulteriori forniture militari dopo oltre quattro anni di conflitto.

Secondo Salvini, la soluzione dovrebbe passare da un maggiore investimento nella diplomazia: le guerre, ha sostenuto, non si concludono sul campo ma al tavolo negoziale. La richiesta di interrompere nuovi invii di armi e finanziamenti rappresenta una posizione destinata a riaprire il confronto dentro la maggioranza, della quale la Lega fa parte insieme a Fratelli d’Italia e Forza Italia.

Dopo la rielezione sono arrivati i messaggi di Edoardo Rixi, segretario della Lega in Liguria, e del senatore Marco Dreosto, segretario del partito in Friuli-Venezia Giulia. Entrambi hanno espresso apprezzamento per il risultato e invitato a superare le polemiche interne. Il leader di Azione Carlo Calenda ha invece rivolto a Giorgia Meloni e Antonio Tajani un appello sulla posizione da assumere rispetto all’Ucraina, sostenendo che il centrodestra debba scegliere tra il sostegno a Kiev e la linea indicata da Salvini.