Decine di lavoratrici e lavoratori dello spettacolo si sono riuniti nella serata di venerdì 23 ottobre davanti al Teatro Comunale di Ferrara per protestare contro il mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale. Durante il presidio sono stati distribuiti volantini a cittadini e passanti per illustrare le ragioni della mobilitazione.
Lo sciopero regionale ha avuto conseguenze anche sulla programmazione del teatro: è stato annullato il concerto dell’Orchestra della Toscana, previsto alle 20.30. L’appuntamento sarà recuperato in una data ancora da definire, nell’ambito della stagione concertistica 2027/2028 di Ferrara Musica.
Il nodo dei rinnovi
La protesta si inserisce in una vertenza di carattere nazionale e riguarda il recupero del potere d’acquisto perso negli ultimi anni, il riconoscimento delle professionalità e il rinnovo di contratti rimasti fermi mentre il costo della vita aumentava. In Emilia-Romagna iniziative analoghe si sono svolte anche in altri teatri.
Fabio Artosi, segretario della Slc Cgil Ferrara, ha spiegato che il contratto al centro della mobilitazione è scaduto nel 2021 e da allora non è stato rinnovato. Secondo il sindacato, i lavoratori non hanno ricevuto adeguamenti salariali per tutto il periodo successivo alla scadenza, con una progressiva erosione delle retribuzioni causata dall’inflazione.
La distanza tra organizzazioni sindacali e parte datoriale riguarda soprattutto la durata e la decorrenza del nuovo accordo. I rappresentanti dei lavoratori chiedono di chiudere il contratto nel 2026 e di avviare successivamente una nuova fase negoziale. L’Agis, che conduce la trattativa nazionale per i diversi teatri, propone invece un accordo con decorrenza dal 2027 e scadenza nel 2029.
Per i sindacati, questa impostazione comporterebbe la perdita di due rinnovi contrattuali consecutivi. Alla vigilia dello sciopero, le organizzazioni hanno indicato nell’23 per cento l’inflazione accumulata durante il periodo di mancato rinnovo. La proposta economica della controparte prevede un aumento del 18 per cento distribuito su tre anni, a partire dal 2027, senza il riconoscimento degli arretrati.
La richiesta di un contratto unico
Artosi ha precisato che la mobilitazione non è rivolta contro il Teatro Comunale di Ferrara, ma contro l’assenza di risposte nella trattativa nazionale. La vertenza non riguarda soltanto gli stipendi: tra gli obiettivi sindacali c’è anche una riorganizzazione complessiva del sistema contrattuale dello spettacolo dal vivo.
Il settore comprende infatti cooperative dello spettacolo, teatri di tradizione, teatri stabili e numerose figure professionali. Le organizzazioni chiedono un possibile contratto unico, capace di includere anche i nuovi ruoli emersi con l’introduzione delle tecnologie e con i cambiamenti intervenuti nella produzione degli spettacoli.
La richiesta è quindi di aggiornare sia la parte economica sia gli inquadramenti professionali, garantendo a chi lavora dentro e dietro le quinte un riconoscimento adeguato. Il confronto tra sindacati e parte datoriale resta aperto, mentre la mobilitazione punta a riportare al centro della trattativa il potere d’acquisto e la dignità professionale dei lavoratori.