Il futuro dell’industria italiana, il destino dell’ex Ilva e le trasformazioni legate all’intelligenza artificiale sono stati al centro dell’assemblea di Federmeccanica ospitata al Kilometro Rosso di Bergamo. L’incontro, ripensato come momento di confronto anche con le giovani generazioni, ha riunito rappresentanti del mondo imprenditoriale, istituzioni e sindacato.
Ad aprire il dibattito è stato il presidente di Federmeccanica Simone Bettini, che ha posto una domanda generale: l’Italia vuole continuare a essere un Paese industriale? Secondo Bettini, la manifattura deve superare l’immagine della fabbrica sporca e arretrata e puntare su tecnologia, innovazione, competenze e occupazione qualificata. L’obiettivo dichiarato è fare di Bergamo e del Kilometro Rosso un punto di riferimento per la discussione su industria, innovazione e futuro delle professioni.
Il caso dell’ex Ilva
Nel corso della relazione, Bettini ha criticato il limitato spazio dedicato al caso dell’ex Ilva, sostenendo che il settore dell’acciaio è strategico per l’intero sistema produttivo. La soluzione indicata è un progetto industriale capace di rendere gli impianti competitivi, moderni e ambientalmente sostenibili. Per raggiungere questo risultato, ha sottolineato, servono capitale, tecnologia e una guida industriale, oltre all’intervento dello Stato.
Il presidente di Federmeccanica ha inoltre presentato intelligenza artificiale, robotica e automazione come strumenti da applicare al mondo produttivo. A suo giudizio, le fabbriche italiane possono utilizzare queste tecnologie per migliorare efficienza e qualità. Le imprese, ha aggiunto, non chiedono incentivi generalizzati, ma regole comprensibili, tempi ragionevoli, infrastrutture, accesso al credito, competenze adeguate e una fiscalità in grado di premiare gli investimenti.
Ricollocazione e contratti
Dal tema della centralità del lavoro è partito l’intervento della ministra del Lavoro Marina Calderone. Parlando dell’ex Ilva, la ministra ha ricordato che la crisi riguarda persone e famiglie: circa 12 mila addetti diretti, ai quali si aggiungono tra 4 e 5 mila occupati dell’indotto. Accanto alla cassa integrazione in deroga, ha spiegato, il decreto prevede un percorso di ricollocazione, con l’obiettivo di mantenere gli addetti collegati al mercato del lavoro e non soltanto al sostegno economico.
Calderone ha poi richiamato le misure sulla contrattazione contenute nella legge di bilancio 2026, per le quali sono stati stanziati quasi 2 miliardi di euro. Tra gli interventi citati figurano l’imposta sostitutiva al 5% sugli aumenti contrattuali, destinata a 4,3 milioni di lavoratori, e quella all’1% sui premi fino a 5 mila euro. La ministra ha inoltre manifestato l’intenzione di rivedere il principio di incrementalità previsto dalla circolare del 2018.
Il confronto ha coinvolto anche il segretario generale della Fim Cisl Ferdinando Uliano, che ha rivendicato il ruolo delle parti sociali nelle relazioni industriali. Nel dibattito sui premi di risultato delle aziende bergamasche è stato citato il caso di Tenaris, con premi indicati fino a 14 mila euro. L’assemblea si è conclusa con il richiamo alla necessità di una politica industriale fondata su produzione, innovazione, occupazione e competenze.