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Giovani donne, bilancio quotidiano ma investimenti rinviati

Una rilevazione su oltre 830 under 35 fotografa il rapporto con risparmi, consulenze e strumenti digitali.

Gestiscono con attenzione le spese, organizzano il budget e prevedono gli imprevisti, ma davanti agli investimenti molte giovani donne preferiscono aspettare. Non sarebbe una questione di capacità, quanto della percezione di non avere ancora conoscenze, risorse economiche o sicurezza sufficienti per iniziare.

È il quadro delineato dalla ricerca Generazione Rosa, realizzata da Banca Sella sul rapporto con il denaro, sull’autonomia economica e sulle scelte finanziarie degli under 35. L’indagine ha coinvolto oltre 830 persone tra i 18 e i 35 anni in tutta Italia, tra studentesse, giovani professioniste, aspiranti imprenditrici e donne che hanno avviato da poco un’attività autonoma.

Famiglia e fiducia nelle decisioni

Secondo la rilevazione, la famiglia resta il principale punto di riferimento. Tre under 35 su quattro dichiarano di affidarsi almeno qualche volta al parere dei genitori per una decisione economica, con una percentuale più alta tra le ragazze. Spesso il primo conto corrente viene aperto nella banca già utilizzata dai familiari, che continuano a orientare le scelte finanziarie.

Questo legame rappresenta una fonte di fiducia, ma può anche restringere le alternative considerate. Se in casa non si è mai parlato di investimenti, per esempio, questa possibilità può non essere percepita come concreta. Per le intervistate, l’autonomia economica coincide soprattutto con la libertà di utilizzare le proprie risorse senza chiedere il permesso o dover giustificare le decisioni.

Affitto, spese quotidiane, scadenze e risparmi destinati agli imprevisti sono attività che molte giovani svolgono con attenzione, ma che non vengono sempre riconosciute come competenze finanziarie. Anche il linguaggio tecnico può rappresentare un ostacolo: davanti a termini difficili, alcune raccontano di sentirsi confuse o inadeguate, fino a rinunciare a fare domande, delegare le decisioni o rimandarle.

Investimenti e nuove fonti di informazione

La ricerca rileva una tendenza a posticipare l’ingresso nel mondo degli investimenti. Prima di compiere questo passo, molte intervistate attendono uno stipendio stabile, una somma ritenuta sufficiente, il tempo per informarsi e la certezza di non commettere errori. Solo il 27% degli intervistati sa che si può iniziare a investire con qualsiasi cifra, mentre quasi il 30% ritiene necessari almeno 5 mila euro.

La casa continua inoltre a essere considerata l’investimento per eccellenza e viene associata a un’idea di sicurezza, anche se costi, vincoli e rischi dell’acquisto di un immobile non sempre vengono valutati in tutta la loro complessità. Per raccogliere informazioni, quasi sette under 35 su dieci hanno utilizzato almeno una volta strumenti di intelligenza artificiale per chiarire un termine finanziario o burocratico.

Social media, piattaforme video e AI non vengono però utilizzati in modo completamente passivo. I giovani dichiarano di confrontare le fonti, verificarne l’attendibilità e considerare gli interessi di chi diffonde i contenuti, senza ritenere necessariamente sufficiente la prima risposta ricevuta.

I risultati saranno presentati nel corso di un roadshow in sei università italiane. Dopo le tappe di Torino e Milano, il programma prevede appuntamenti a Bologna il 14 ottobre, a Roma il 15 ottobre, a Lecce il 20 ottobre e a Salerno il 22 ottobre. L’iniziativa rientra nel programma Voglio una Borsa Rosa, promosso da Banca Sella per rafforzare l’educazione finanziaria e ridurre il divario di genere nell’accesso a conoscenze e strumenti economici.