Rovigo (RO)

A Rovigo il Festival universitario coinvolge oltre 300 studenti

Due atenei, associazioni e attività locali fanno rete per offrire ai giovani orientamento, sport, inclusione e socialità.

Oltre 300 studenti hanno partecipato alla seconda edizione del Festival universitario 30+1 motivi per scegliere Rovigo, iniziativa promossa dal Consorzio Università Rovigo per rafforzare il ruolo della città come polo di formazione, incontro e crescita per i giovani. Il programma ha coinvolto l’Università di Ferrara, l’Università di Padova, associazioni, realtà sportive e attività economiche del territorio.

L’obiettivo della manifestazione era presentare Rovigo agli studenti prossimi alla maturità come una città in cui proseguire gli studi e costruire il proprio percorso professionale, senza rinunciare a servizi, collegamenti, qualità della vita e occasioni di socialità. Il festival ha quindi proposto attività non limitate all’orientamento universitario, ma dedicate anche al lavoro, allo sport e all’inclusione.

Orientamento e nuove opportunità

Nel corso delle mattinate di venerdì e sabato, il Salone del Grano della Camera di Commercio Venezia Rovigo ha ospitato la presentazione dei corsi di laurea degli atenei presenti in città. Gli studenti hanno potuto conoscere più da vicino l’offerta formativa dell’Università di Ferrara e dell’Università di Padova, con particolare attenzione alle possibilità di studio disponibili sul territorio.

Gli appuntamenti pomeridiani sono stati invece dedicati alle prospettive professionali, allo sport e all’inclusione. Tra i temi affrontati anche quello legato alle scienze motorie, alla luce dell’apertura del nuovo corso di laurea triennale dell’Università di Padova. Nel programma sono intervenuti Luca Gotti, allenatore di calcio, e Maurizia Cacciatori, ex pallavolista della Nazionale italiana, che hanno portato le proprie esperienze nel confronto con i partecipanti.

La manifestazione ha coinvolto anche il tessuto associativo locale. Tra le realtà presenti figurano Wannabe Wise, Ecoambiente, Plastic Free, Croce Rossa Italiana, ADMO e Rovigability, con la sua rete di organizzazioni sportive e di volontariato. La partecipazione di soggetti diversi ha collegato il tema dell’università alle attività sociali e alle opportunità offerte dalla città.

La festa conclusiva al Cubo

Il momento finale si è svolto nel piazzale antistante il Cubo, con un aperitivo e un dancefloor organizzati insieme a I Trani, alla gelateria Godot, a Vojo, Mantecato, Osteria Al Teatro, Sur Lie Enoteca e Canevone. L’iniziativa ha riunito studenti e cittadini, trasformando gli spazi universitari in un luogo di incontro.

La collaborazione con i locali è stata coordinata attraverso Rosanna, format di aggregazione guidato da Pierluca Finotti, che ha messo in rete sette attività provenienti da diversi quartieri di Rovigo. Secondo Finotti, il progetto ha unito realtà con identità e pubblico differenti attorno a un’iniziativa condivisa, indicando nel marketing territoriale e nella partecipazione universitaria due strumenti per favorire il coinvolgimento di generazioni diverse.

Per la presidente del CUR Maria Cristina Acquaviva, il risultato rappresenta un passo avanti rispetto alla prima edizione e conferma una maggiore consapevolezza del valore delle due realtà accademiche cittadine. Il festival ha così proposto un’idea di città universitaria che comprende non solo aule e corsi, ma anche relazioni tra istituzioni, associazioni, imprese e attività commerciali.