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Farmaci e vista: quali benefici e quali rischi per gli occhi

Diabete, glaucoma, cortisone e semaglutide: indicazioni e sintomi da non trascurare.

I farmaci assunti ogni giorno possono avere effetti diversi sulla salute degli occhi. Alcuni aiutano a proteggere la vista quando vengono utilizzati per curare una malattia specifica; altri possono richiedere controlli o attenzione per possibili effetti indesiderati. Nessun medicinale comune migliora la vista in generale e una terapia non dovrebbe mai essere sospesa autonomamente.

Nel diabete, il controllo della glicemia attraverso una terapia adeguata riduce il rischio di retinopatia diabetica e può rallentarne la progressione. In uno studio sul diabete di tipo 1, il trattamento intensivo ha ridotto del 76% il rischio di comparsa della malattia oculare e del 54% quello di peggioramento rispetto alle cure standard dell’epoca. Si tratta di riduzioni del rischio, non di percentuali di vista recuperata.

Un abbassamento troppo rapido della glicemia non è però automaticamente vantaggioso. Le informazioni sulla semaglutide segnalano che un miglioramento glicemico rapido può associarsi a un peggioramento temporaneo della retinopatia, soprattutto nelle persone che ne sono già affette e assumono insulina. Nel glaucoma, invece, i colliri che riducono la pressione intraoculare rallentano l’avanzamento della malattia, ma non restituiscono la vista già persa.

Medicinali che richiedono attenzione

Le lacrime artificiali possono alleviare i sintomi delle forme lievi di occhio secco, senza modificare stabilmente la capacità visiva. Alcuni conservanti possono peggiorare i disturbi della superficie oculare, ma ciò non significa che i prodotti senza conservanti siano sempre preferibili o che un collirio necessario debba essere interrotto.

Gli antistaminici assunti per bocca e alcuni farmaci con attività anticolinergica sono associati alla secchezza oculare. Le prove disponibili non dimostrano però che ogni molecola abbia lo stesso effetto o che il medicinale sia sempre la causa del disturbo. Il medico può valutare la terapia e le possibili alternative.

Un’attenzione particolare riguarda il cortisone. L’uso prolungato di corticosteroidi può aumentare la pressione nell’occhio e favorire glaucoma e cataratta. Per il prednisone, la scheda tecnica indica il controllo della pressione oculare nelle terapie oltre le sei settimane. Il farmaco non deve essere sospeso bruscamente senza supervisione medica.

La tamsulosina, usata soprattutto per i disturbi urinari legati alla prostata, è associata alla sindrome dell’iride a bandiera, una complicazione possibile durante l’intervento di cataratta. Non è dimostrato che causi la cataratta. Chi la assume o l’ha assunta deve informare l’oculista prima dell’operazione: la sindrome può comparire anche dopo la fine della terapia e sospenderla in anticipo non ha un beneficio dimostrato.

I sintomi da non sottovalutare

Il topiramato può provocare miopia improvvisa e glaucoma secondario ad angolo chiuso, in genere entro il primo mese di terapia. Dolore oculare e calo improvviso della vista richiedono una valutazione urgente; sarà il medico a decidere come modificare il trattamento antiepilettico.

L’Agenzia europea per i medicinali ha classificato la NAION, un danno del nervo ottico legato a un ridotto afflusso di sangue, come effetto indesiderato molto raro della semaglutide: fino a una persona su 10.000. Una perdita improvvisa della vista durante il trattamento richiede assistenza immediata e, se la diagnosi viene confermata, la semaglutide deve essere interrotta.

La valutazione urgente è necessaria anche in caso di peggioramento rapido della vista, dolore intenso con occhio rosso, nausea o annebbiamento, oppure comparsa di lampi, nuove mosche volanti o di un’ombra simile a una tenda. Quest’ultimo quadro può indicare un distacco di retina e non va attribuito automaticamente ai farmaci.