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Masticare poco causa davvero lo stomaco pesante?

Le ricerche disponibili non confermano un legame diretto tra rapidità dei bocconi e disturbi nella parte alta dell’addome.

Dopo un pasto abbondante, la sensazione di peso alla bocca dello stomaco viene spesso attribuita alla velocità con cui si è mangiato o al fatto di aver masticato poco. La digestione comincia effettivamente nella bocca: i denti riducono il cibo in particelle più piccole, mentre la saliva lo inumidisce e avvia la scomposizione degli amidi. Da qui, però, a concludere che una masticazione più lunga risolva i disturbi digestivi il passaggio non è scontato.

La distinzione importante è tra ruolo fisiologico della masticazione e miglioramento dei sintomi. Una revisione sistematica ha esaminato 71 studi sugli effetti della masticazione, ma solo dieci riguardavano direttamente l’apparato digerente. I lavori avevano metodi e parametri diversi e, sulla base delle prove disponibili, aumentare il numero o la durata dei movimenti per boccone allo scopo di ridurre la dispepsia resta un’ipotesi.

Non è stato inoltre dimostrato che masticare meglio acceleri lo svuotamento dello stomaco o faccia passare la pesantezza dopo il pasto. I risultati su questo punto sono discordanti e spesso misurano parametri fisiologici, senza valutare in modo diretto come si sente la persona. Per questo non esiste un numero di masticazioni valido come rimedio per i disturbi digestivi.

La pesantezza non indica da sola la causa

Anche il rapporto con la fretta è meno definito di quanto si pensi. In uno studio condotto su 60 pazienti, la velocità masticatoria riferita dai partecipanti non risultava associata in modo significativo alla frequenza dei sintomi. Il dato non risolve la questione, ma suggerisce che mangiare velocemente non possa essere considerato automaticamente la causa della digestione difficile.

Pienezza fastidiosa dopo il pasto, sazietà precoce, dolore o bruciore nella parte alta dell’addome sono sintomi compatibili con la dispepsia. Descrivono però ciò che la persona avverte, non l’origine del disturbo. Anche la sensazione di stomaco pieno non dimostra da sola uno svuotamento gastrico rallentato: nella dispepsia funzionale il legame tra i due fenomeni è debole e gli esami sullo svuotamento vengono riservati a situazioni selezionate.

Le cause possibili sono diverse e comprendono la dispepsia funzionale, alcuni farmaci, l’ulcera peptica e l’infezione da Helicobacter pylori. La dispepsia funzionale è considerata un disturbo dell’interazione intestino-cervello, non il risultato di una tecnica alimentare sbagliata. Attribuire automaticamente i sintomi alla masticazione può quindi ritardare la valutazione di altre spiegazioni.

Quando la bocca è davvero coinvolta

La bocca può avere un ruolo concreto quando sono presenti difficoltà specifiche. Una secchezza persistente può rendere più complicate la masticazione e la deglutizione e merita una valutazione dal medico o dal dentista, anche per verificare se la causa sia un medicinale. Se si sospetta un farmaco, non va sospeso autonomamente: è necessario parlarne con il professionista che lo ha prescritto.

Se i disturbi digestivi persistono, è opportuno consultare un medico senza concentrarsi soltanto sulle abitudini a tavola. La valutazione deve essere tempestiva in presenza di difficoltà o dolore nel deglutire, vomito frequente, dimagrimento involontario, sangue nel vomito o feci nere. Dolore al torace e mancanza di respiro richiedono invece attenzione immediata.