La sede incompiuta di viale Sardegna torna al centro del dibattito politico e istituzionale a Siena. La presidente della Provincia Agnese Carletti ha proposto di destinarla alla questura, collegando l’operazione alla necessità di ampliare l’istituto Monna Agnese nei locali oggi occupati dagli uffici di polizia. L’ipotesi punta così ad affrontare due questioni urbanistiche e logistiche aperte da anni, dopo il tramonto del progetto che prevedeva nell’edificio una struttura dell’Asl.
La permuta con gli immobili di piazza Duomo
Secondo la proposta della Provincia, l’intervento dovrebbe concretizzarsi attraverso una permuta con i locali della questura e della prefettura in piazza Duomo, di proprietà di Invimit, la società incaricata della valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico. All’ente statale passerebbe l’immobile di viale Sardegna, mentre la Provincia acquisirebbe gli spazi del centro storico. Le valutazioni dei due complessi sarebbero simili e l’operazione viene quindi descritta come sostanzialmente a costo zero.
Nel progetto resterebbe esclusa l’ex caserma dei Vigili del fuoco di viale Cavour, che in passato avrebbe dovuto ospitare la sezione tecnologica del Monna Agnese. Anche questa ipotesi, alla luce della nuova soluzione, non verrebbe portata avanti. L’edificio era già stato messo sul mercato dalla Provincia con una destinazione mista residenziale e direzionale, senza però suscitare interesse.
Risorse sanitarie e confronto politico
La vicenda si intreccia con i finanziamenti assegnati alla sanità territoriale. Nel fondo previsto dall’articolo 20 sono stati inseriti 8 milioni di euro per la Casa della comunità e il distretto di viale Sardegna: 7,6 milioni statali e 400mila euro di cofinanziamento regionale. Si tratta di una seconda tranche, dopo i 12 milioni già stanziati per completare un intervento che non dovrebbe più essere realizzato nella forma originaria. Le risorse, tuttavia, potrebbero essere trasferite dall’Asl su progetti analoghi.
Carletti ha riferito di aver già avviato interlocuzioni con la sindaca Nicoletta Fabio e con il prefetto Valerio Massimo Romeo. Con quest’ultimo sarebbe stata concordata la possibilità di un sopralluogo nell’edificio e di un incontro sul futuro del Circolo dei Due Ponti. La presidente della Provincia ha sostenuto la necessità di una strategia complessiva, evitando soluzioni temporanee o il semplice spostamento degli uffici. Nella sua impostazione, la prefettura resterebbe nella sede storica e in piazza Duomo verrebbe mantenuto un ufficio denunce della Polizia di Stato.
La proposta ha però incontrato l’opposizione di Fratelli d’Italia Siena. Il partito ha affermato di essersi confrontato nei mesi scorsi con il Viminale e ha sostenuto che il trasferimento della questura sarebbe impraticabile per la metratura insufficiente. Nel mirino anche le condizioni degli ambienti, che secondo FdI richiederebbero bonifiche complesse e periodiche a causa della vicinanza del torrente Riluogo. Il partito considera quindi rischioso trasferire gli agenti nella struttura senza interventi preventivi rilevanti.
Sullo sfondo resta il confronto sulla destinazione del Circolo Arci dei Due Ponti, indicato come possibile sede dell’ufficio immigrazione della questura, oggi collocato in via delle Sperandie. Anche questo capitolo, insieme alla proposta per viale Sardegna, è destinato ad alimentare il dibattito politico e istituzionale cittadino.