Non si attenuano a Pistoia le reazioni alle parole pronunciate dalla consigliera comunale di Avs Lavinia Ferrari durante il dibattito sull’interruzione di gravidanza. Al centro della polemica c’è l’affermazione secondo cui, se i bambini non sono mai nati, allora non sarebbero mai stati vivi. Ferrari ha successivamente spiegato di riferirsi alla tutela del diritto all’interruzione volontaria di gravidanza previsto dalla legge 194, ma la precisazione non ha fermato le critiche.
Il passaggio ha riaperto il confronto sul rapporto tra interruzione di gravidanza, perdita prenatale e memoria dei bambini mai nati. A sentirsi coinvolte sono state anche donne che hanno vissuto un lutto precoce. Tra loro Caterina Bini, esponente dei dem pistoiesi, che ha affidato ai social una riflessione personale, invitando a valutare con attenzione parole capaci di ferire chi ha già affrontato una sofferenza profonda. Il richiamo, ha sottolineato, dovrebbe restare estraneo alle contrapposizioni e agli equilibri politici.
Le contestazioni politiche
Le critiche sono arrivate da esponenti di schieramenti diversi. I deputati Irene Gori e Alessandro Amorese, insieme al senatore Patrizio La Pietra, tutti di Fratelli d’Italia, hanno definito la vicenda una pagina inaccettabile e indegna di un’istituzione, contestando anche il fatto che il documento fosse stato sottoscritto dal sindaco Giovanni Capecchi. Secondo i parlamentari, la politica dovrebbe rappresentare rispetto e umanità, mentre a Pistoia si sarebbe assistito a una contrapposizione ideologica.
Sulla stessa linea si sono espressi Eva Betti e Tommaso Villa, rispettivamente referente per Pistoia e responsabile regionale di Futuro Nazionale. I due hanno sostenuto che davanti al dolore per una perdita prenatale non dovrebbero prevalere appartenenze politiche. Anche Pro Vita & Famiglia, attraverso la referente territoriale Maria Teresa Parrino, ha difeso l’idea che per chi affronta un’interruzione di gravidanza il bambino rappresenti comunque una presenza reale e significativa, chiedendo una presa di distanza unanime della politica dalle parole della consigliera.
Il protocollo del 2018
Nel dibattito è entrata anche l’iniziativa della Misericordia di Pistoia, collegata a un protocollo siglato nel 2018 per la sepoltura dei bambini mai nati. Il tentativo di raccogliere direttamente una posizione dell’associazione non ha avuto esito, ma Toscana Oggi ha riportato le parole di Simonetta Costa, volontaria della Cappellania. La sepoltura viene descritta come un atto di carità e pietà, destinato a custodire la memoria dei bambini e a offrire vicinanza alle famiglie.
Nel corso di una recente omelia, il vescovo monsignor Mascagna ha richiamato la necessità di custodire, proteggere e annunciare nella vita quotidiana. Da questo invito è nata anche la proposta di un’adozione spirituale, intesa come gesto di preghiera e memoria. L’iniziativa, secondo quanto riferito, comprende inoltre una preghiera per le madri e le famiglie costrette ad affrontare la decisione di interrompere una gravidanza. Una forma di vicinanza che, nelle intenzioni espresse dalla comunità ecclesiale, punta alla condivisione del dolore e non al giudizio.