La vicenda dell’iscrizione riaffiorata sulla facciata del liceo Mariano Buratti di Viterbo torna all’attenzione del consiglio provinciale. Nella seduta convocata per martedì 6 ottobre, il gruppo Tuscia democratica, espressione del Partito democratico, presenterà nuovamente una mozione già ritirata la settimana precedente per consentire una riformulazione dei passaggi principali.
Il nuovo testo non chiede la cancellazione materiale dell’epigrafe, ma un intervento tecnico che ne impedisca l’esposizione. La richiesta è rivolta al presidente del consiglio provinciale Alessandro Romoli, chiamato a promuovere presso gli organi competenti un restauro conservativo della scritta Casa del Balilla, in modo da mantenerla coperta e protetta come sarebbe stata conservata nel tempo.
La tutela dell’edificio e la memoria storica
Secondo i firmatari, l’obiettivo è evitare interventi di ripristino o di enfatizzazione che possano alterare il valore documentale dell’iscrizione o trasformarla in uno strumento di propaganda. La mozione richiama anche il rapporto tra l’epigrafe e la storia dell’istituto, intitolato al partigiano e medaglia d’oro al valor militare Mariano Buratti, sottolineando il contrasto ritenuto esistente tra il simbolo del Ventennio e i valori associati alla scuola.
Nel documento viene ricostruita anche la cornice amministrativa dei lavori in corso, finanziati con risorse del programma europeo Next Generation EU. Gli interventi sono stati appaltati come manutenzioni straordinarie e non come un restauro filologico o una ricostruzione storico-artistica dell’immobile. La mozione cita inoltre la documentazione fotografica dell’epoca, compresi gli scatti dell’inaugurazione del 1937, che secondo i consiglieri non mostrerebbe la presenza della scritta sulla facciata principale.
Su questi elementi l’opposizione chiede chiarimenti tecnici sull’opportunità di rendere visibile oggi l’iscrizione. Nel dibattito viene richiamata anche la posizione della soprintendente Margherita Eichberg, secondo la quale la decisione dovrà essere assunta attraverso un tavolo congiunto tra le istituzioni competenti.
Un percorso didattico dentro la scuola
La proposta non riguarda soltanto la gestione dell’intonaco. Il gruppo dem chiede anche di valutare, d’intesa con la dirigenza scolastica, la realizzazione di un allestimento permanente di contestualizzazione, con pannelli, materiali didattici, un percorso di visita o una sezione documentaria dedicata alla storia di Buratti. Nel progetto viene inserito anche il ricordo dell’ex allievo e sindaco di Roma Luigi Petroselli, commemorato da una targa presente nell’istituto.
In concomitanza con la seduta del consiglio, rappresentanze studentesche e sezione provinciale dell’Anpi hanno annunciato un nuovo sit-in davanti all’ingresso di via Saffi. La mobilitazione punta a contestare l’eventuale esposizione del simbolo del regime e a sollecitare una decisione prima della rimozione delle impalcature.
La mozione ha ricevuto anche il sostegno del gruppo Azzurri, civici e centristi per la Tuscia, che ha contribuito in commissione alla modifica del testo. In una nota, i consiglieri affermano che la storia non dovrebbe essere né enfatizzata né cancellata e sostengono la necessità di preservare il valore documentale dell’iscrizione senza trasformarla in un elemento di propaganda. Il gruppo ha inoltre ribadito il giudizio positivo sul lavoro degli uffici e dell’amministrazione provinciale, ricordando che i lavori non sono ancora conclusi.
La posizione espressa dagli alleati è che il restauro conservativo non debba equivalere all’occultamento della storia. Le modalità di conservazione e contestualizzazione dovranno quindi essere individuate insieme alla Soprintendenza, tenendo conto delle stratificazioni dell’edificio e del carattere ancora aperto del confronto istituzionale.