Dopo quasi dieci mesi di vuoto e di presidio fisso delle forze dell’ordine, il Comune di Torino si prepara a definire il futuro dell’immobile di corso Regina Margherita 47, già Opera Pia Reynero e poi sede del centro sociale Askatasuna. L’avviso per raccogliere proposte di utilizzo dello stabile sarà pubblicato in settimana e rappresenterà il primo passaggio di un nuovo percorso amministrativo.
L’obiettivo dell’amministrazione è superare gli anni di polemiche e contrapposizioni politiche restituendo all’edificio una funzione pubblica. Secondo gli indirizzi della Città, gli spazi dovranno ospitare attività con una vocazione culturale, sociale e civica, rivolte in particolare a giovani, famiglie, anziani e persone fragili.
Servizi per il quartiere
Il progetto dovrà prevedere servizi destinati ai residenti di Vanchiglia, con fasce orarie ad accesso libero e iniziative gratuite. Chi gestirà il futuro dell’immobile sarà inoltre chiamato a collaborare con associazioni, scuole e reti civiche del quartiere, avviando percorsi di co-progettazione. Tra i punti indicati dall’amministrazione c’è quindi la trasformazione dello stabile in un presidio sociale aperto a tutti.
Per il Comune si tratta del secondo tentativo di dare una nuova destinazione all’edificio. Il primo percorso, avviato a gennaio 2024, puntava alla trasformazione dell’immobile in un bene comune e si è protratto per quasi due anni. All’iniziativa avevano aderito artisti, esponenti del mondo della cultura, avvocati e psichiatri, sostenuti da numerosi residenti di Vanchiglia che in passato avevano utilizzato quegli spazi per il doposcuola, concerti e incontri.
Lo sgombero e il nuovo iter
Il precedente progetto è rimasto al centro di contestazioni, anche per le segnalazioni sulla presenza di persone nello stabile in orari in cui avrebbe dovuto essere libero e per la lentezza del procedimento amministrativo. Il percorso è stato interrotto dopo quasi due anni dallo sgombero del 18 dicembre 2025, disposto dalle forze dell’ordine. Successivamente le finestre sono state murate e nelle tubature è stato versato cemento per impedire nuove occupazioni.
Il presidio delle forze dell’ordine lungo corso Regina Margherita è rimasto attivo, alimentando le proteste di alcuni residenti e le critiche sui costi pubblici del controllo di un edificio vuoto. La vicenda è stata accompagnata anche dalla protesta di piazza del 31 gennaio. La vicesindaca Michela Favaro, titolare delle deleghe al Patrimonio, ha spiegato che la situazione deve essere superata e che la riapertura dello stabile come presidio sociale rappresenta, secondo l’amministrazione, la soluzione più efficace per garantire la sicurezza.
Le proposte potranno essere presentate entro trenta giorni dalla pubblicazione dell’avviso per la manifestazione di interesse. In seguito il Comune avvierà un confronto con i soggetti interessati e organizzerà incontri pubblici per raccogliere le indicazioni del quartiere. Solo in una fase successiva sarà individuata la procedura di assegnazione, che potrebbe richiedere mesi tra verifiche e aggiudicazione.
La giunta guidata da Stefano Lo Russo punta a fare dello stabile un punto di riferimento per Vanchiglia entro il 2027, possibilmente entro la fine dell’attuale mandato. Dopo l’assegnazione saranno necessari lavori di riqualificazione e messa in sicurezza: gli interventi iniziali riguarderanno il cortile e il piano terra, mentre i piani superiori richiederanno opere più complesse e costose. Le prime attività potranno comportare una spesa di centinaia di migliaia di euro, mentre per il completamento dell’edificio serviranno investimenti nell’ordine di milioni di euro.