Il Comune di Modena ha aderito al manifesto La nostra scuola ha le porte aperte e non ha il tetto, presentato il 29 settembre 2026 a Bologna dagli assessori alla scuola di Bologna, Roma, Milano e Bergamo. L’iniziativa si è svolta al termine del convegno nazionale Le esperienze di Scuole Aperte, organizzato nell’ambito delle Settimane Pedagogiche.
All’appuntamento ha partecipato anche l’assessora modenese alle politiche educative Federica Venturelli, che ha illustrato le esperienze realizzate in città attraverso i programmi regionali Settembre insieme e Scuole aperte. Tra queste figura In campo per crescere, progetto promosso dall’amministrazione comunale per contrastare le povertà educative e sostenere il benessere di ragazze e ragazzi attraverso lo sport.
La posizione dell’amministrazione
Secondo Venturelli, l’adesione al documento riflette l’idea di un sistema scolastico fondato sulla partecipazione, sulle relazioni e sulle opportunità. L’assessora ha criticato il tetto del 30% agli studenti con background migratorio, sostenendo che la misura non risolverebbe le difficoltà degli istituti e potrebbe incidere sui percorsi educativi costruiti nel tempo.
Per l’assessora, l’inclusione richiede interventi concreti: classi meno numerose, personale adeguato, mediazione linguistica e culturale, sostegno alle famiglie e strumenti per rafforzare le competenze linguistiche. L’amministrazione ritiene quindi necessario investire in risorse e alleanze educative, invece di adottare misure che rischierebbero di trasferire sui bambini i problemi del sistema scolastico.
Venturelli ha infine collegato il manifesto alla funzione educativa degli istituti e ai principi della Costituzione, richiamando la necessità di rimuovere gli ostacoli e contrastare le disuguaglianze. La posizione espressa dal Comune è dunque contraria alla costruzione di nuovi limiti ritenuti non risolutivi e favorevole a un rafforzamento degli strumenti a disposizione di studenti, famiglie e personale.
La critica di Fratelli d’Italia
L’adesione è stata contestata dal senatore Michele Barcaiuolo, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia in Emilia-Romagna. Secondo l’esponente del partito, a Modena i provvedimenti del Governo diventerebbero occasione di scontro politico. Barcaiuolo ha accusato una parte della sinistra di concentrare il confronto sull’opposizione all’esecutivo invece che sui contenuti della misura.
Nel merito, il senatore ha sostenuto che la soglia del 30% sia stata prevista per evitare concentrazioni eccessive e favorire l’apprendimento della lingua italiana. Ha inoltre precisato che il limite riguarda gli alunni stranieri non nati in Italia o privi di almeno due anni di scuola dell’infanzia o di tre anni nel sistema scolastico nazionale. A suo giudizio, la misura non comporterebbe l’espulsione degli alunni né la negazione del diritto all’istruzione.
Barcaiuolo ha quindi invitato l’amministrazione modenese a concentrarsi sugli strumenti utili all’integrazione, contestando quello che considera un uso politico del tema. Il confronto resta così aperto tra la richiesta di maggiori risorse e servizi avanzata dal Comune e la difesa della soglia prevista dal Governo sostenuta da Fratelli d’Italia.