Antonio Casella, consigliere comunale del Partito Democratico a Reggio Emilia, ha chiesto scusa per le parole pronunciate durante una seduta del consiglio comunale e riferite alla morte di Umberto Bossi. L’episodio ha suscitato polemiche dopo un confronto con il collega di Fratelli d’Italia Cristian Paglialonga.
La discussione riguardava un ordine del giorno urgente presentato dal Pd sul Decreto Valditara, rispetto al quale i democratici hanno espresso contrarietà e preoccupazione per l’introduzione di un tetto del 30 per cento alla presenza di alunni non italiani in ciascuna classe.
Le parole durante il dibattito
Paglialonga aveva accusato di razzismo verso i meridionali i firmatari dell’ordine del giorno. Nel replicare, Casella aveva richiamato l’alleanza tra Fratelli d’Italia e Lega, sostenendo che in passato esponenti leghisti avessero definito inferiori gli esponenti meridionali e i loro genitori.
Nel corso dell’intervento, il consigliere del Pd aveva poi pronunciato una frase sulla morte di Umberto Bossi, affermando che, per fortuna, l’ideatore di quelle posizioni era stato chiamato da Nostro Signore pochi mesi prima. La dichiarazione è diventata il punto centrale della polemica politica in consiglio comunale.
Le scuse del consigliere
Casella ha riconosciuto di essersi espresso in modo improprio e non rispettoso del proprio ruolo istituzionale. In una dichiarazione ha spiegato di essere un meridionale emigrato al Nord da molti anni e di vivere con particolare sensibilità il tema del razzismo, anche per averlo sperimentato personalmente.
Il consigliere ha quindi rivolto le proprie scuse al consiglio comunale, alla famiglia Bossi e alle persone che hanno voluto bene all’ex leader della Lega. Ha definito l’episodio una conseguenza della concitazione del momento, aggiungendo che un capotreno non dovrebbe mai uscire dai binari e riconoscendo che, in questa occasione, è accaduto.