Sondrio (SO)

Zanzare a Sondrio, scontro in Consiglio sulle misure adottate

L’assessore Mazza rivendica tremila trattamenti e controlli, mentre Bernardi chiede verifiche più strutturate sui focolai larvali.

Sondrio ha registrato una forte proliferazione di zanzare, tema al centro dell’ultima seduta del Consiglio comunale. A sollevare la questione è stato Michele Bernardi, consigliere del Partito Democratico, con un’interrogazione rivolta all’amministrazione guidata dal sindaco Marco Scaramellini.

L’assessore all’Ambiente Carlo Mazza ha spiegato che il Comune ha attuato tutte le attività previste dall’ordinanza per contenere il fenomeno. La disinfestazione, introdotta dall’amministrazione nel 2018, viene organizzata attraverso affidamenti biennali e riguarda sia il capoluogo sia le frazioni.

Tra marzo e la fine di settembre sono state effettuate 3.000 pose di prodotti nei tombini e nelle caditoie. L’ordinanza e il materiale informativo predisposti dall’ente sono stati inoltre inviati a 30 amministratori di condominio e case Aler, con l’obiettivo di coinvolgere anche i privati nelle attività di prevenzione.

Per gli interventi di disinfestazione nel 2026 sono stati stanziati 14.460 euro, già liquidati, ai quali si aggiungono altri 10.980 euro. Secondo quanto riferito da Mazza, l’esecuzione delle attività viene seguita da remoto, con controlli in tempo reale, e verificata anche attraverso sopralluoghi a campione. Il Comune ha svolto accertamenti su alcune aree private, in particolare sui terreni incolti.

Il nodo del monitoraggio

L’assessore ha precisato che per una mappatura sistematica dei focolai larvali sono necessarie competenze specifiche, assegnate all’Ats della Montagna. Con l’ente sanitario, ha aggiunto, esiste un’attività di coordinamento. Il Comune ha anche chiesto alla Regione Lombardia la possibilità di ottenere finanziamenti per il contenimento delle zanzare, ma le risorse vengono concesse soltanto in presenza di contagi da virus. A Sondrio, fortunatamente, non si sono verificati casi.

Le spiegazioni non hanno però convinto pienamente Bernardi. Il consigliere ha riconosciuto gli interventi eseguiti, ma ha sostenuto che non sia stato monitorato l’aspetto principale, cioè la diffusione degli insetti. A suo giudizio, senza una vera sorveglianza entomologica non è possibile valutare l’efficacia delle attività svolte, mentre l’elevata presenza di zanzare dimostrerebbe che gli interventi non sono stati sufficienti.

La richiesta di un piano stabile

Secondo il consigliere di minoranza, potrebbe non essere stato applicato quanto previsto dall’ordinanza nelle proprietà private e la fase dei controlli sarebbe stata debole. Bernardi ha inoltre criticato l’idea di subordinare eventuali risorse aggiuntive alla comparsa di malattie, richiamando il caso di Caspoggio. La prevenzione, ha osservato, dovrebbe essere locale, continuativa e programmata.

Nel suo intervento Bernardi ha collegato la proliferazione registrata durante l’estate alle condizioni climatiche eccezionali. Dopo periodi prolungati di siccità, le prime piogge possono favorire una schiusa massiccia, mentre il cambiamento climatico rischia di rendere questi episodi più frequenti e imprevedibili. La richiesta avanzata alla giunta è quindi la predisposizione di un piano strutturato per i prossimi anni, con monitoraggi dei focolai, trattamenti larvicidi programmati e una comunicazione più efficace ai cittadini.