Dopo quasi dieci anni di interruzione, è tornato accessibile il tratto di percorso ciclo-pedonale tra Oleggio e l’area di Sab-Ghia, lungo il Ticino. La riapertura ufficiale è stata celebrata con il taglio del nastro all’accesso di via Isola Gola. Dal 13 settembre camminatori e ciclisti possono nuovamente percorrere il segmento di circa un chilometro che costeggia i laghetti e i boschi dell’ex cava.
Il ripristino consente di ricomporre la continuità della dorsale ciclabile di 63 chilometri che attraversa da nord a sud il Parco Naturale del Ticino, passando tra boschi, lanche e zone umide. La riapertura del tracciato è però soltanto il primo intervento di un progetto più ampio, destinato a incidere sul futuro dell’intera area.
Il recupero dell’ex cava
L’Ente di gestione delle Aree Protette del Ticino e del Lago Maggiore sta lavorando all’acquisizione dei 21 ettari dell’ex cava Sab-Ghia. L’operazione viene finanziata attraverso fondi di compensazione messi a disposizione da Satap Spa, concessionaria dell’autostrada A4, e viene portata avanti in collaborazione con il Comune di Oleggio.
Tra gli obiettivi indicati figurano la rimozione dei vecchi impianti di estrazione ancora presenti, il recupero ambientale dell’area e la rinaturalizzazione dei bacini d’acqua. Il piano punta così a intervenire su una situazione di degrado prolungato e a restituire alla comunità uno spazio pubblico rimasto a lungo inutilizzato.
Il presidente dell’Ente Parco, Alessandro Bellan, ha spiegato che la riapertura rientra in un percorso avviato con l’amministrazione comunale per riportare l’area alle condizioni originarie. Il sindaco di Oleggio, Andrea Baldassini, ha sottolineato invece la necessità di rendere nuovamente fruibili luoghi pubblici abbandonati, ricordando che l’ex cava era stata utilizzata in passato come laghetto sportivo e che negli ultimi quindici anni era stata interessata da abbandono e abusi.
Un percorso per cittadini e visitatori
Alla cerimonia sono intervenuti anche Davide Molinari, consigliere delegato della Provincia di Novara, e l’assessora regionale Daniela Cameroni. Molinari ha richiamato il valore degli interventi dedicati alla conservazione della biodiversità, mentre Cameroni ha evidenziato le ricadute sulla fruizione del territorio, dalle gite scolastiche alle attività legate al turismo lento.
La direttrice delle Aree Protette, Monica Perroni, ha infine ringraziato il personale tecnico, i guardiaparco, i volontari e le associazioni locali coinvolti nei lavori. La riapertura del tratto rappresenta dunque il primo risultato concreto di un programma che, oltre a rendere nuovamente percorribile il collegamento, mira a recuperare l’intera zona dell’ex cava e a restituirla progressivamente all’uso della cittadinanza.