Pozzaglio ed Uniti (CR)

Pozzaglio, chiesto lo stralcio dell’area AT02 dal nuovo Pgt

Gli ambientalisti contestano la previsione urbanistica legata al possibile insediamento di Green 1 e sollecitano un esame delle alternative.

Gli ambientalisti che avevano firmato la diffida del 16 luglio sul progetto Data Center Green 1 intervengono sulla Variante generale al Pgt di Pozzaglio ed Uniti e chiedono al Comune di eliminare l’Ambito di Trasformazione AT02 dagli strumenti urbanistici.

Le osservazioni alla Valutazione Ambientale Strategica sono state presentate dagli avvocati Cristina Mandelli e Giovanni Siniscalchi, da Maria Grazia Bonfante, coordinatrice provinciale di Salviamo il Paesaggio Cremonese, Cremasco e Casalasco, da Ferruccio Rizzi, membro di Attac Italia, e da Enrico Duranti. Al centro della contestazione c’è una previsione che riguarda quasi 35 ettari di territorio, in prevalenza costituiti da suolo libero.

Il collegamento con il progetto Green 1

Secondo i firmatari, il nuovo Pgt ammette nell’area importanti trasformazioni produttive e contempla espressamente anche la possibilità di insediare un Data Center. Nello stesso contesto territoriale è già stato presentato il progetto Green 1. Per questo, sostengono gli ambientalisti, AT02 non può essere valutato come una generica area produttiva, ignorando quale trasformazione potrebbe interessarlo concretamente.

Le principali criticità segnalate riguardano l’assetto del territorio e la sicurezza idraulica. Gli elaborati del Pgt ipotizzano, per rendere possibile la trasformazione dell’area, lo spostamento di canali, la realizzazione di nuovi tracciati idraulici e la modifica dell’attuale reticolo idrico. Gli osservanti ritengono però che queste opere non possano essere considerate scontate né rinviate a una fase successiva della pianificazione.

La richiesta di una verifica sull’interesse pubblico

Le osservazioni richiamano le norme europee, nazionali e regionali a tutela delle acque, del reticolo idrico, della sicurezza idraulica e delle reti ecologiche. Il Comune può modificare il proprio Pgt, sostengono i firmatari, ma deve rispettare i vincoli e le disposizioni sovraordinate in materia ambientale e territoriale.

Un secondo punto riguarda la scelta di mantenere proprio AT02, nonostante il nuovo Pgt dichiari di voler tutelare gli spazi aperti, limitare il consumo di suolo e privilegiare il recupero delle aree già urbanizzate o dismesse. Per gli ambientalisti, la presenza di un investimento privato non dimostra automaticamente l’esistenza di un interesse pubblico sufficiente a giustificare la trasformazione di 35 ettari di suolo libero.

Negli atti, secondo i firmatari, non sarebbe adeguatamente spiegato quale interesse pubblico renda necessario conservare una previsione di queste dimensioni proprio in AT02, considerando anche le criticità idrauliche ed ecologiche evidenziate. La richiesta rivolta al Comune è quindi di valutare concretamente l’alternativa di non trasformare l’area e di procedere allo stralcio di AT02 dal nuovo Pgt.

La posizione espressa nelle osservazioni è che il progetto debba risultare compatibile con le caratteristiche del territorio e con le norme che lo tutelano, senza modificare preventivamente l’assetto dell’area per renderne possibile la realizzazione. In assenza di una dimostrazione della compatibilità ambientale e di un interesse pubblico concreto e motivato, i firmatari chiedono dunque che la previsione urbanistica venga eliminata.