Internazionale

Ozono, l’appello degli esperti: più consapevolezza nelle scelte

La ricorrenza del 16 settembre rilancia il ruolo delle azioni quotidiane e della ricerca contro le emissioni.

Mercoledì 16 settembre 2026 si celebra la Giornata Internazionale per la Preservazione dello Strato di Ozono, istituita nel 1987 per mantenere l’attenzione sul problema del buco dell’ozono. La ricorrenza richiama le misure adottate a partire dagli anni Novanta per eliminare progressivamente le sostanze responsabili dell’assottigliamento dello strato protettivo dell’atmosfera.

In occasione della giornata, Marcello Guelpa, fondatore di Green Ark, e Vittoria Laghi, docente e ricercatrice del Dipartimento di Ingegneria Civile e Chimica Ambientale dei Materiali dell’Università di Bologna, hanno analizzato il ruolo delle attività umane e delle abitudini quotidiane nella tutela dell’ambiente. Al centro del loro intervento, la necessità di rafforzare la consapevolezza dei cittadini senza rinunciare alle tecnologie, ma promuovendone un utilizzo più responsabile.

La funzione dell’ozono

Guelpa ha ricordato la distinzione tra ozono stratosferico e troposferico. Il primo si trova a circa 20 chilometri dal suolo e costituisce uno scudo naturale contro i raggi solari potenzialmente dannosi. Il secondo, invece, è un potente gas serra presente negli strati più bassi dell’atmosfera. Secondo l’esperto, l’uso dei combustibili fossili e le abitudini consolidate hanno contribuito a danneggiare entrambi, aggravando il cambiamento climatico, lo scioglimento dei ghiacciai e le condizioni favorevoli a incendi e altri eventi estremi.

Tra le principali fonti di anidride carbonica indicate dagli studi scientifici degli ultimi decenni figurano i combustibili fossili e la produzione di metalli. La riduzione delle emissioni, quindi, può partire anche dalle scelte individuali, come un impiego più moderato dei mezzi di trasporto e delle tecnologie. La responsabilità dei cittadini si affianca al lavoro dei ricercatori, impegnati nello sviluppo di soluzioni con un minore impatto ambientale.

Ricerca e comportamenti quotidiani

Laghi ha spiegato di occuparsi principalmente di costruzioni in metallo e di essere cofondatrice e amministratrice delegata di D-Mod, una start up impegnata nella ricerca di nuove strutture metalliche. Secondo quanto riferito dalla ricercatrice, le indagini condotte hanno portato a soluzioni capaci di ridurre le emissioni di CO2 fino al 90 per cento.

I due esperti hanno sottolineato, inoltre, l’impatto delle innovazioni tecnologiche quando vengono utilizzate senza attenzione ai consumi. Guelpa ha citato anche l’intelligenza artificiale, settore che può comportare un rilevante dispendio energetico nel lungo periodo. Per Laghi, tuttavia, non si tratta di eliminare le tecnologie, ma di comprendere che ogni scelta produce conseguenze e che la tutela dello strato di ozono passa dalla diffusione di informazioni scientifiche e dalla consapevolezza della propria impronta carbonica.