Il progetto TI-Link deve essere valutato innanzitutto sulla base della sua compatibilità con il golfo di Follonica. È la posizione espressa da Giacomo Manni, consigliere comunale del gruppo misto di minoranza a Follonica, secondo il quale il confronto sull’infrastruttura non dovrebbe partire da un sì o da un no ideologico, ma da una verifica ambientale fondata su dati e valutazioni indipendenti.
Manni riconosce al progetto un possibile ruolo nel percorso di transizione energetica, decarbonizzazione e sviluppo delle fonti rinnovabili. Allo stesso tempo, però, ritiene che la discussione sulle eventuali compensazioni economiche e sulle risorse destinate al territorio debba arrivare solo in un secondo momento. Una compensazione, sostiene, può attenuare il disagio prodotto da un’opera compatibile, ma non può servire a rendere accettabile un intervento che risultasse incompatibile con l’ecosistema marino.
La valutazione degli effetti cumulativi
Nel comunicato, il consigliere ricorda che il golfo non è uno spazio privo di pressioni. L’area è interessata da cambiamenti climatici, erosione costiera, turismo, nautica, impianti di acquacoltura e maricoltura, attività portuali, industriali ed energetiche. Tra gli elementi citati figura anche il rigassificatore, oltre alla vicenda delle ecoballe disperse nel golfo, che ha richiesto una lunga attività di ricerca e recupero e ha riportato l’attenzione sulla presenza e sulla dispersione delle plastiche nell’ambiente marino. In quelle operazioni, ricorda Manni, fu impegnato direttamente anche Ispra.
Per questo, secondo l’esponente della minoranza, non sarebbe sufficiente esaminare l’impatto del solo TI-Link. Occorrerebbe invece ricostruire lo stato complessivo del golfo e valutare l’effetto cumulativo delle diverse attività e infrastrutture già presenti o previste. Le analisi dovranno essere prodotte anche dal soggetto proponente, Zhero, ma l’interesse pubblico richiederebbe un quadro conoscitivo autonomo, multidisciplinare, verificabile e costruito con il coinvolgimento degli enti e degli organismi scientifici competenti.
La proposta di riattivare il Tavolo del Golfo
Manni richiama esperienze già avviate negli anni scorsi. Nel 2015 la Regione Toscana promosse un protocollo con Follonica, Scarlino, Piombino e gli altri enti interessati per controllare l’evoluzione del golfo. Nel 2016 i tre Comuni diedero vita al Tavolo del Golfo, con l’obiettivo di affrontare la gestione dell’ecosistema superando i confini amministrativi locali.
La proposta è che Follonica chieda alla Regione Toscana di assumere la regia per la riattivazione del Tavolo, coinvolgendo i Comuni interessati, Arpat e gli organismi scientifici competenti. Il lavoro dovrebbe aggiornare il quadro su qualità delle acque, Posidonia e habitat, sedimenti, biodiversità, erosione e dinamica costiera, acquacoltura, pressione turistica e nautica, attività produttive ed energetiche e cambiamenti climatici.
Solo dopo questa ricognizione, sostiene il consigliere, si dovrebbe discutere dove realizzare l’infrastruttura, con quali prescrizioni e quali ricadute destinare al territorio. Se la valutazione pubblica e indipendente confermasse la compatibilità del TI-Link, il confronto potrebbe proseguire anche sulle compensazioni. In caso contrario, conclude Manni, nessuna compensazione economica potrebbe trasformare un progetto ambientalmente incompatibile in uno compatibile.