Due giovani esemplari di Caretta caretta sono stati liberati nella mattina dell’8 settembre al largo della Meloria, dopo aver completato il percorso di cura e riabilitazione al Centro Recupero dell’Acquario di Livorno. La liberazione ha concluso due interventi distinti, legati a minacce frequenti per la fauna marina: gli effetti delle mareggiate e l’intrappolamento in attrezzature da pesca illegali.
Il recupero di Lucy
Lucy era stata trovata spiaggiata e priva di forze il 20 febbraio, dopo una violenta mareggiata. Gli uomini della Guardia Costiera l’avevano recuperata sulla costa di Castagneto Carducci. Al momento del ritrovamento misurava nove centimetri per otto e pesava appena 92 grammi.
La tartaruga era stata ospitata inizialmente in incubatrice per superare lo stato di shock. In seguito gli operatori l’avevano trasferita in una vasca poco profonda, così da consentirle di riprendere gradualmente confidenza con l’acqua. Lucy appariva debilitata e faticava ad alimentarsi, ma le cure e il monitoraggio veterinario le hanno permesso di recuperare peso e vitalità. Dopo mesi di riabilitazione, misura 20 centimetri per 22 e pesa 1,4 chilogrammi.
Cristina salvata dai palamiti
Cristina era stata recuperata il 14 luglio nelle acque vicine all’Isola di Montecristo, dopo essere rimasta impigliata in un groviglio di palamiti illegali. Un grosso amo le aveva ferito l’apparato boccale, provocando una modifica della morfologia della bocca e rendendo difficoltosa l’alimentazione.
L’amo e le lenze sono stati rimossi al Centro Recupero dell’Acquario di Livorno. All’arrivo Cristina misurava 30 centimetri per 29 e pesava 3,1 chilogrammi; gli esperti ne avevano stimato l’età in circa due anni. Durante la degenza ha mostrato vitalità e appetito, alimentandosi soprattutto con gamberi. Ora pesa quattro chilogrammi e misura 30 centimetri per 32, condizioni che hanno consentito il ritorno in mare.
Prima della liberazione, a entrambe le tartarughe è stato applicato un microchip, utile per riconoscerle in caso di futuri monitoraggi o nuovi recuperi. Non sono state invece utilizzate targhette metalliche esterne, considerate poco adatte a esemplari ancora giovani e in crescita, perché potrebbero interferire con il normale sviluppo dell’arto.
L’intervento si è svolto nella rete dell’Osservatorio Toscano per la Biodiversità, che coordina il recupero degli animali spiaggiati e il monitoraggio dei nidi di Caretta caretta. L’Acquario ha collaborato con la Guardia Costiera, il personale veterinario e volontari specializzati. La liberazione è avvenuta pochi giorni dopo la nascita di 23 tartarughine sul litorale di Tirrenia, dove dall’apertura del nido era stato recuperato anche un altro esemplare appena nato.
I dati del monitoraggio regionale confermano la fragilità della specie: nel 2025 in Toscana sono state rilevate 80 tartarughe marine, 53 delle quali già morte e 27 vive. Il dato comprende animali avvistati, catturati accidentalmente o recuperati in mare e sulle spiagge.
In caso di avvistamento di una tartaruga in difficoltà, la Guardia Costiera raccomanda di chiamare subito il 1530 oppure il 112. I cittadini non devono catturare gli animali né issarli a bordo di imbarcazioni private. È inoltre necessario evitare l’abbandono di plastica, mantenere una distanza di sicurezza e segnalare la presenza di eventuali nidi.