Piemonte

Crosetto e il ritorno del Nazareno in Provincia

Intese trasversali riaccendono tensioni nel centrodestra cuneese

Le trattative avviate per individuare una soluzione unitaria alla guida della Provincia di Cuneo riportano alla memoria uno scontro politico di otto anni fa. A margine dell’inaugurazione della fiera di Saluzzo, sabato scorso, l’assessore regionale di Fratelli d’Italia Paolo Bongioanni e il consigliere regionale del Partito Democratico Mauro Calderoni avrebbero discusso di un possibile accordo per superare le divisioni e definire un’intesa sulla governance dell’ente.

Il precedente del 2018

Una situazione simile si era verificata nell’ottobre 2018, quando le forze politiche erano impegnate a delineare la composizione del nuovo Consiglio provinciale. In quell’occasione Forza Italia e Pd avevano trattato per raggiungere un’intesa unitaria, mentre Fratelli d’Italia era rimasta ai margini del confronto.

L’accordo aveva indicato Federico Borgna come presidente della Provincia e aveva ottenuto il sostegno di esponenti come Alberto Cirio ed Enrico Costa. La scelta era stata contestata da Guido Crosetto, allora deputato e figura di primo piano di Fratelli d’Italia, che aveva paragonato l’intesa locale al Patto del Nazareno stipulato nel 2014 tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi.

Secondo Crosetto, Forza Italia e Partito Democratico avevano trasferito in Provincia la logica di quell’accordo nazionale, unendo forze politiche diverse per conservare ruoli e influenza. L’esponente di Fratelli d’Italia aveva indicato Borgna come il corrispondente locale di Renzi, osservando inoltre che i ruoli interni al centrodestra sarebbero stati da distribuire tra Maurizio Paoletti e Marco Perosino, allora entrambi esponenti di Forza Italia.

Le divisioni nel centrodestra

Nella sua presa di posizione, Crosetto aveva sostenuto che Fratelli d’Italia avesse cercato di favorire un fronte comune del centrodestra, anche attraverso l’iniziativa promossa da Enrico Costa. Di fronte alle esitazioni della Lega, però, il partito aveva scelto di non partecipare a un’operazione considerata priva di un programma condiviso e orientata, a suo giudizio, alla spartizione di incarichi.

Pur criticando l’intesa, Crosetto aveva comunque auspicato che i nuovi amministratori lavorassero per il bene dell’intera Provincia, dichiarando la disponibilità a collaborare per affrontare i problemi del territorio e non per distribuire posti.

A distanza di anni, il confronto sulla guida dell’ente sembra riproporre dinamiche analoghe. L’attuale quadro, tuttavia, presenta una frattura interna a Fratelli d’Italia: Bongioanni sostiene una posizione che non coincide con quella del presidente provinciale del partito, William Casoni.

Casoni si è infatti espresso in senso contrario, auspicando una convergenza del Patto Civico di Luca Robaldo con le forze del centrodestra. Il contrasto tra le due posizioni rappresenta, al momento, il dato politico più evidente emerso dal confronto sulla futura configurazione della Provincia.