Un edificio pericolante, con il rischio di distacco di elementi costruttivi e il passaggio interdetto nelle vicinanze. È la situazione descritta dalla capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, Sara Soresi, che ha presentato un’interrogazione sullo stabile di via Emilia Pavese, a Piacenza. Le condizioni dell’immobile, secondo quanto riferito dalla consigliera, erano state segnalate dai residenti già negli anni scorsi.
Al centro dell’interrogazione ci sono i tempi e le modalità con cui l’amministrazione comunale avrebbe affrontato la situazione. Nel settembre 2025 il Comune aveva emesso un’ordinanza per imporre la messa in sicurezza dell’immobile. Dagli atti citati da Soresi, però, risulterebbe che la proprietà fosse già cambiata dopo una procedura esecutiva conclusa nel dicembre 2024. La consigliera chiede quindi perché il provvedimento sia stato indirizzato alla precedente proprietaria senza una verifica preventiva sull’effettivo titolare dello stabile.
Il sopralluogo dei vigili del fuoco
Secondo la ricostruzione contenuta nell’interrogazione, dopo la scadenza del termine previsto dalla prima ordinanza non sarebbero stati effettuati controlli tempestivi per verificare l’esecuzione dei lavori. Per oltre dieci mesi, sostiene Soresi, non risultano ulteriori interventi dell’amministrazione, nonostante il permanere delle condizioni di rischio.
La situazione è tornata all’attenzione delle autorità il 19 agosto 2026, quando i residenti hanno chiamato i vigili del fuoco. Il sopralluogo avrebbe evidenziato il pericolo di un probabile distacco di elementi costruttivi. Per questo la squadra intervenuta ha interdetto il passaggio e la sosta nelle immediate vicinanze dell’edificio, segnalando la necessità di una messa in sicurezza immediata, anche in considerazione della vicinanza alle abitazioni e delle difficoltà di accesso in condizioni sicure.
Le richieste all’amministrazione
Dopo il sopralluogo, il Comune ha adottato una nuova ordinanza il 27 agosto 2026. Soresi chiede ora di sapere quali misure urgenti siano state assunte per proteggere residenti e passanti e se siano stati eseguiti interventi concreti sull’area. A suo giudizio, la sola emanazione di un provvedimento non sarebbe sufficiente senza verifiche sull’effettiva realizzazione dei lavori e sull’eliminazione del pericolo.
L’interrogazione richiama anche la possibilità di adottare provvedimenti contingibili e urgenti e di valutare, in caso di mancata esecuzione, un intervento diretto o sostitutivo del Comune, con il successivo recupero delle spese a carico dei responsabili. La capogruppo domanda inoltre quali controlli saranno effettuati e in quali tempi per accertare il rispetto della nuova ordinanza. Il tema, sottolinea, riguarda la tutela dell’incolumità pubblica e richiede un seguito operativo oltre al provvedimento formale.