Piemonte

Termovalorizzatore, chieste garanzie su rifiuti e nuove produzioni

Futuro Nazionale invoca verifiche indipendenti, limiti ai conferimenti e confronto consiliare durante l’iter autorizzativo.

Futuro Nazionale Vercelli interviene sul progetto di revamping del termovalorizzatore e sull’introduzione di nuove linee produttive nello stabilimento Alcoplast di via Ettore Ara. L’iniziativa è inserita nel Procedimento autorizzativo unico regionale e nella modifica sostanziale dell’AIA, attualmente all’esame del territorio.

Il movimento sostiene che l’intervento non rappresenti soltanto un aggiornamento tecnologico dell’impianto, ma un cambiamento nella tipologia dei materiali trattati. Secondo la ricostruzione diffusa da Futuro Nazionale, la capacità resterebbe pari a 28.400 tonnellate annue, ma dai codici prevalenti relativi ad acque madri e soluzioni di lavaggio si passerebbe a un elenco più ampio di rifiuti liquidi, in gran parte classificati come pericolosi e conferibili anche dall’esterno.

Rifiuti e nuovi processi industriali

Tra i materiali indicati figurano solventi, anche alogenati, oli, pitture, rifiuti farmaceutici e fitosanitari e concentrati provenienti da attività di bonifica. Il progetto prevede inoltre un ampliamento dello stoccaggio, con un nuovo parco serbatoi su un’area oggi a verde. Il movimento richiama la documentazione progettuale, secondo cui in quel sito la falda si trova tra zero e tre metri dal piano campagna.

Accanto al termovalorizzatore sono previste due nuove produzioni chimiche: 10.000 tonnellate annue di bis-MPA e 9.000 tonnellate di resine amminiche, entrambe con impiego di formaldeide. Futuro Nazionale chiede quindi che siano chiariti i controlli sulle emissioni e la continuità delle misurazioni, con particolare attenzione alle ricadute sugli abitanti delle aree sottovento.

Le richieste al Consiglio comunale

Il coordinatore cittadino Michelino Altamura afferma che le questioni ambientali riguardano l’intera comunità, senza appartenenze politiche. Il movimento precisa di non essere contrario all’industria e all’occupazione, ma teme che Vercelli possa diventare, per inerzia, un centro di riferimento per i rifiuti liquidi pericolosi.

Il capogruppo Gian Carlo Locarni invita il Consiglio comunale a chiedere, nell’ambito del procedimento, limiti precisi sui codici EER ammessi e sulla successiva destinazione dei rifiuti. Tra le proposte figurano anche un approfondimento idrogeologico specifico per l’area dei serbatoi e una verifica indipendente dei modelli di ricaduta atmosferica.

Le verifiche dovrebbero riguardare formaldeide, polveri, ossidi di azoto, acidi alogenidrici e microinquinanti da combustione. Futuro Nazionale chiede inoltre che il Consiglio discuta il quadro Seveso e il piano di emergenza esterno prima della conclusione dell’iter, insieme a prescrizioni sulla viabilità dei conferimenti, sul depuratore e sulla gestione delle acque meteoriche dei nuovi piazzali.

Un ulteriore confronto è previsto in occasione della discussione di un ordine del giorno presentato da un’altra forza politica e calendarizzato nella prossima seduta consiliare. Secondo il movimento, quella dovrà essere la sede per sollecitare all’Amministrazione un atto formale e condiviso sul procedimento. L’obiettivo dichiarato è conciliare il recupero energetico con maggiori garanzie per aria, acqua e sicurezza del territorio.