Affitti brevi, scontro politico sul diritto all’abitare

Corsini, Zamagni: limiti alle locazioni turistiche; Palazzi replica per la proprietà privata.

Il confronto politico sugli affitti brevi entra nel dibattito sul diritto all’abitare nel territorio riminese. Claudia Corsini, delegata alla Casa per il Partito Democratico provinciale di Rimini, ha rivendicato il ruolo delle politiche pubbliche nel contenere la trasformazione del patrimonio residenziale in offerta turistica. Al suo intervento si è unito Giuliano Zamagni, consigliere comunale e provinciale del Pd, mentre Andrea Diognigi Palazzi, capogruppo di Forza Italia a Riccione, ha contestato le posizioni dei dem difendendo i proprietari e gli operatori in regola.

All’origine della presa di posizione del Partito Democratico ci sono la nuova cornice del Piano Casa Europeo, l’Affordable Housing Act, e le misure già adottate in Emilia-Romagna. Secondo Corsini, il quadro europeo confermerebbe la necessità di porre un argine all’espansione incontrollata delle locazioni brevi, considerate un fattore che può ridurre la disponibilità di alloggi per residenti, famiglie, studenti e lavoratori.

La linea del Partito Democratico

In una nota, i dem sostengono che la legge regionale sull’urbanistica abbia fornito ai Comuni strumenti per pianificare l’impatto delle locazioni turistiche e introdurre limiti. Il Comune di Rimini, secondo il Pd, avrebbe utilizzato questa possibilità imponendo il titolo edilizio per il cambio di destinazione d’uso verso la locazione breve. La misura viene presentata come una leva per contrastare la trasformazione automatica del patrimonio destinato alla residenza.

La posizione del partito richiama anche il tema dei controlli. L’integrazione tra il Codice Identificativo Nazionale e il sistema regionale ROSS1000 viene indicata come uno strumento per monitorare i flussi, contrastare l’abusivismo e distinguere i piccoli proprietari che integrano il reddito da chi gestisce numerose unità con modalità considerate speculative. Corsini cita inoltre il rafforzamento del canone concordato e le risorse per l’edilizia residenziale pubblica, con l’obiettivo di riattivare gli alloggi sfitti e sostenere la domanda di affitti a lungo termine.

Per Corsini, la casa deve essere considerata un diritto fondamentale e un bene comune. La dirigente del Pd sostiene che la Regione Emilia-Romagna e il Comune di Rimini abbiano già avviato interventi per governare i processi urbani e tutelare la residenzialità. A suo giudizio, le nuove regole europee, basate sul rapporto tra prezzi degli immobili e redditi reali dei residenti, potrebbero offrire ulteriori strumenti per proteggere le comunità locali, senza rinunciare al ruolo dell’accoglienza turistica.

Zamagni ha spostato l’attenzione sul rapporto tra costo delle abitazioni e redditi. Il criterio europeo, osserva, non considera soltanto il prezzo degli immobili, ma la sua incidenza sulle disponibilità economiche di chi vive nell’area. Otto annualità di reddito necessarie per acquistare casa, ha spiegato, possono rendere difficile per un giovane lavoratore programmare un acquisto, un affitto stabile o la nascita di una famiglia. Questa situazione viene ricondotta al cosiddetto stress abitativo.

Il consigliere dem ha collegato la questione anche al funzionamento dei servizi locali. Ha riferito di insegnanti, operatori sanitari e lavoratori sociali che rinuncerebbero a incarichi o opportunità perché non trovano alloggi compatibili con il proprio stipendio. Secondo Zamagni, la difficoltà di stabilirsi in una città turistica produce conseguenze anche sulle scuole, perché la permanenza delle famiglie incide sulla frequenza degli alunni e sulla tenuta dei plessi come presidi di prossimità. Ha infine richiamato il tema della legalità fiscale, sostenendo che un mercato non trasparente penalizzi i proprietari che rispettano le regole.

La replica di Forza Italia

La replica è arrivata da Andrea Diognigi Palazzi, capogruppo di Forza Italia a Riccione. Il consigliere ha accusato la sinistra di aver individuato nei proprietari di casa un nuovo bersaglio politico e ha definito semplicistica l’idea che gli affitti brevi siano all’origine dei problemi abitativi. A suo giudizio, non tutte le locazioni turistiche rappresentano speculazione: tra gli operatori ci sono piccoli proprietari che cercano di integrare il proprio reddito e imprese attive nel turismo, che pagano le tasse e creano occupazione.

Palazzi ha affermato che abusivismo ed evasione debbano essere contrastati, ma ha respinto l’equazione tra affitti brevi ed emergenza sociale. Ha inoltre difeso il principio della proprietà privata, sottolineando che gli immobili possono essere il risultato di anni di lavoro, risparmi e mutui. Secondo il capogruppo forzista, chi rispetta la legge deve poter scegliere se vivere nell’abitazione, affittarla a lungo termine, destinarla alle locazioni brevi o lasciarla ai propri figli.

Nella parte conclusiva del suo intervento, Palazzi ha richiamato la vocazione turistica di Riccione e la necessità di aumentare l’offerta e la competitività della città. A suo giudizio, sarebbe contraddittorio promuovere il turismo e considerare al tempo stesso problematica una parte degli alloggi destinati ai visitatori. La sua posizione è che debbano essere colpiti gli abusivi, mentre chi opera nel rispetto delle regole non dovrebbe essere penalizzato per le difficoltà della politica nel risolvere l’emergenza abitativa.