La denuncia di ValtiberinAutismo sul possibile taglio del 30% ai servizi destinati alle persone con disabilità, all’assistenza educativa scolastica e a quella domiciliare apre un confronto politico sul futuro degli interventi sociali. A intervenire è il Partito democratico, che chiede di chiarire in tempi brevi se la riduzione sia effettivamente prevista e quali conseguenze potrebbe produrre.
La richiesta di maggiori risorse
Secondo il Pd, la questione non può essere affrontata attraverso tagli lineari. Al centro della posizione espressa dal partito ci sono le esigenze delle persone con disabilità e delle loro famiglie, descritte come percorsi fatti di bisogni, diritti, autonomia e progetti di vita. L’assistenza scolastica e domiciliare, sottolinea il partito, non rappresenta soltanto una voce contabile, ma un sostegno concreto nella quotidianità.
Il tema, viene ricordato, era già emerso durante la discussione dell’ultimo bilancio del Comune di Sansepolcro. In quell’occasione il Pd aveva presentato alcuni emendamenti per chiedere un incremento delle risorse destinate ai servizi sociali gestiti attraverso l’Unione dei Comuni. Le proposte non erano state approvate, anche se in Consiglio comunale era stata riconosciuta la necessità di affrontare il problema.
Il nodo della quota per abitante
La quota trasferita dai Comuni all’Unione, secondo quanto riferito dal partito, ammonta a 27,27 euro per abitante ed è ferma da oltre quindici anni. Nello stesso periodo, sostiene il Pd, sono cresciuti l’inflazione, i costi del lavoro e le necessità delle persone e dei nuclei familiari che usufruiscono dei servizi. Da qui la difficoltà, evidenziata nella presa di posizione, di comprendere perché si possa arrivare a ipotizzare una riduzione invece di un aumento degli stanziamenti.
Il Pd chiede inoltre di conoscere con precisione modalità e conseguenze dell’eventuale intervento. In particolare, vuole sapere quali servizi sarebbero interessati, quante ore di assistenza verrebbero ridotte e quale sarebbe l’impatto sui singoli utenti. Il possibile taglio, viene sottolineato, non è ancora descritto nei suoi effetti concreti e proprio per questo servono informazioni puntuali.
La posizione del partito richiama infine il valore quotidiano dell’assistenza: per un bambino può significare la possibilità di partecipare pienamente alla vita scolastica, per una persona con disabilità un sostegno nel percorso verso l’autonomia e per una famiglia un aiuto nel mantenere un equilibrio costruito con difficoltà. Per il Pd, i servizi rivolti alla disabilità non dovrebbero quindi essere il punto sul quale far quadrare i conti pubblici.