La seconda parte del 2026 sarà decisiva per l’economia della Lombardia, che secondo le proiezioni del Centro Studi Sintesi elaborate per CNA regionale dovrebbe mantenere una crescita moderata. Il prodotto interno lordo è stimato in aumento dello 0,7%, mentre i consumi delle famiglie dovrebbero crescere della stessa percentuale. Più sostenuta la dinamica degli investimenti, previsti in aumento del 2,7%. Sullo sfondo restano le incognite legate alla situazione geopolitica internazionale, con possibili effetti sulle scelte economiche e sulla fiducia di imprese e consumatori.
Il quadro comprende anche il mercato del lavoro, che nel primo trimestre dell’anno ha raggiunto 4,63 milioni di occupati, con un incremento di 38.608 unità rispetto allo stesso periodo del 2025, pari allo 0,8%. Nel confronto con il primo trimestre del 2021, l’aumento è del 9,4%. Le costruzioni e il comparto commercio, alberghi e ristoranti hanno registrato le variazioni più marcate, mentre l’agricoltura è risultata in calo. Le previsioni territoriali indicano una crescita dell’occupazione soprattutto a Milano, Como, Pavia e Lodi, mentre sono attese riduzioni a Varese e Brescia.
Investimenti, export e credito
Gli investimenti regionali, dopo la contrazione del 4,4% registrata nel 2024, mostrano una previsione di recupero superiore a quella nazionale: +2,7% contro +2,5%. Nel periodo 2021-2026 la crescita cumulata dovrebbe raggiungere il 21,7%. L’export lombardo ha raggiunto 40,9 miliardi di euro nel primo trimestre 2026, un valore stabile rispetto all’anno precedente ma superiore del 31,1% a quello del primo trimestre 2021. A trainare l’incremento sul lungo periodo sono soprattutto gioielli, occhiali e prodotti medicali, oltre alle produzioni varie e all’agroalimentare.
Resta invece debole il fronte del credito. Tra marzo 2021 e marzo 2026 i finanziamenti alle imprese lombarde sono diminuiti del 2,4%, scendendo a 195,2 miliardi di euro. Le piccole aziende sono la categoria più penalizzata, con una riduzione del 25,4% in cinque anni e una quota pari soltanto al 9% dei prestiti netti complessivi. Le costruzioni hanno perso il 36,9% dei finanziamenti nel periodo, mentre i servizi hanno segnato un aumento dell’8,5%. Nell’ultimo anno il credito è cresciuto soltanto a Milano, Cremona e Bergamo.
Imprese e artigianato
Tra giugno 2021 e giugno 2026 le imprese attive in Lombardia sono diminuite di 4.606 unità, pari allo 0,6%, una flessione comunque più contenuta rispetto a quella nazionale del 3,1%. Nell’ultimo anno hanno perso terreno commercio, industria e agricoltura, mentre sono cresciuti comunicazione e cultura, servizi alle imprese e servizi alla persona. Il numero di attività è aumentato in particolare a Milano, Varese, Pavia, Sondrio e Bergamo, mentre le riduzioni più significative hanno riguardato Lodi, Como e Lecco.
Per l’artigianato, giugno 2026 si è chiuso con 226.450 imprese attive, pari al 27,8% del totale regionale. Rispetto al 2021 il settore ha perso il 6,1% delle attività, ma tra il primo e il secondo trimestre dell’anno ha registrato un saldo positivo di 836 imprese. Gli aumenti più consistenti nell’ultimo anno sono stati rilevati a Mantova, Pavia, Sondrio, Varese e Cremona; in calo, invece, Como, Lodi, Lecco e Monza e Brianza.
Secondo CNA Lombardia, i dati descrivono una fase di possibile stabilizzazione, ancora esposta ai rischi derivanti dall’instabilità internazionale, dai costi energetici e dall’accesso al credito. Anche l’inflazione resta un elemento di pressione: nel primo semestre 2026 i prezzi al consumo sono aumentati del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre dal 2021 l’incremento cumulato ha raggiunto il 19,4%. Gli aumenti più rilevanti riguardano abitazione, acqua ed energia, servizi ricettivi e ristorazione, alimentari e bevande.