Roberto Vannacci prende posizione sul raduno Ritorno a Camelot, definito neonazista nel dibattito politico, in programma dal 3 al 6 settembre a Pietramurata, in Trentino. Il leader di Futuro Nazionale è stato interpellato dall’Adnkronos dopo le notizie sulla possibile partecipazione di alcuni esponenti del partito, riferita all’Adige dal responsabile trentino della formazione, Emilio Giuliana.
Vannacci ha spiegato di non conoscere nel dettaglio l’iniziativa e di non voler dedicare tempo alla vicenda. Secondo quanto riferito dal generale, si tratterebbe di un evento regolarmente programmato, il cui svolgimento, considerato in sé, non costituirebbe un reato. Sulla legittimità della manifestazione, il leader di Fn ha detto di rimettersi alle valutazioni delle autorità competenti.
Il ruolo delle istituzioni
Nel commentare le polemiche, Vannacci ha contestato le prese di posizione di esponenti politici e commentatori che, a suo giudizio, pretenderebbero di sostituirsi alle istituzioni. Il riferimento è anche alla riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato a Trento per esaminare la questione.
Stando alla ricostruzione citata da Vannacci, il comitato non avrebbe ravvisato elementi tali da giustificare il divieto dell’evento. Il leader di Futuro Nazionale ha sostenuto che questo dato verrebbe trascurato da chi preferisce una lettura della vicenda funzionale alla propria posizione politica. Nel suo intervento ha inoltre definito polemiche e giudizi sull’eventuale illegalità della manifestazione come valutazioni spettanti alle autorità, non a singoli esponenti o osservatori.
La posizione sugli iscritti
Quanto alla presenza di iscritti a Futuro Nazionale, Vannacci ha richiamato il principio secondo cui ciascuno può partecipare alla messa, al raduno o all’iniziativa che ritiene opportuno. Ha però aggiunto due condizioni: il comportamento individuale deve restare nei limiti della legalità e non deve entrare in contrasto con le norme e i principi dello statuto del partito.
La dichiarazione si è chiusa con una battuta rivolta al possibile effetto mediatico di scelte politicamente lontane dalla propria area. Vannacci ha detto che potrebbe visitare nei giorni successivi un Festival dell’Unità, chiedendosi quale sarebbe, in quel caso, la reazione della stampa. La frase conclude la sua replica alle polemiche sulla partecipazione di rappresentanti del partito al meeting trentino.