Piemonte

Tre ex sindaci contestano l’intitolazione a Sergio Ramelli

Lettera aperta: la scelta viene definita storicamente incomprensibile e divisiva

Pietro Mazzola, Silvia Marchionini e Claudio Zanotti, tre ex sindaci di Verbania, intervengono nel dibattito nato dopo la decisione dell’amministrazione comunale di intitolare il lungolago di Intra a Sergio Ramelli. In una lettera aperta, i tre ex primi cittadini chiedono alla giunta di rivedere la scelta, giudicandola non coerente con la storia della comunità verbanese e con i criteri seguiti in passato per la denominazione degli spazi pubblici.

Le contestazioni alla decisione

Secondo Mazzola, Marchionini e Zanotti, l’intitolazione risulterebbe storicamente incomprensibile e rappresenterebbe una profonda frattura nella trasmissione della memoria cittadina. Tra gli elementi critici indicati nella lettera figurano l’estraneità di Ramelli alla vicenda storica locale e la sproporzione tra la rilevanza del lungolago e il profilo biografico della persona scelta.

Gli ex sindaci contestano inoltre il carattere unilaterale della decisione, assunta senza un coinvolgimento dell’opinione pubblica. Richiamano anche la presenza sul lungolago dell’intitolazione ai Marinai d’Italia, oltre a cippi e lapidi dedicati a partigiani caduti. Nel documento viene citata la presunta incompatibilità con la memoria di villa Caramora e con quella legata al corteo dei 43 martiri.

Un ulteriore rilievo riguarda il profilo politico e ideologico attribuito alla campagna nazionale per le intitolazioni a Ramelli, che i firmatari collegano alla promozione da parte di organizzazioni di estrema destra. La lettera non entra nel merito delle riflessioni già espresse nelle settimane precedenti, ma richiama i criteri che, a loro giudizio, hanno orientato le amministrazioni comunali negli ultimi decenni.

I criteri richiamati dagli ex primi cittadini

Nel caso di figure politicamente connotate, sia di rilievo nazionale sia strettamente legate al territorio, le scelte avrebbero seguito alcune condizioni ritenute essenziali. Tra queste, il riconoscimento di un apprezzamento ampio, possibilmente condiviso, del valore della persona oltre le differenze politiche e ideologiche; il legame diretto o indiretto con la comunità cittadina; e il superamento delle eventuali contrapposizioni.

I tre ex sindaci ricordano anche la consuetudine di attendere almeno dieci anni dalla morte e l’appartenenza del destinatario a comunità ideali radicate nei valori fondativi della Repubblica, indicati nell’antifascismo, nella Resistenza e nella Costituzione. A loro avviso, la decisione sul lungolago di Intra non risponde a questi criteri.

Per questa ragione, Mazzola, Marchionini e Zanotti rivolgono ai componenti della giunta comunale l’invito a compiere un passo indietro, definito nella lettera un atto di resipiscenza lungimirante e capace di raccogliere un apprezzamento unanime.