Lombardia

Fondazione Educativi, il nuovo Cda cambia equilibrio politico

Confermati tre membri, due rappresentanti di FdI prendono il posto degli esponenti dem dopo le dimissioni dell’organismo precedente.

Il Consiglio d’amministrazione della Fondazione Istituti Educativi cambia composizione dopo il passaggio alla guida della Provincia di Bergamo del centrodestra. Nel nuovo organismo sono stati confermati il presidente forzista Ivan Tassi e i consiglieri leghisti Jacopo Riganti e Romina Rigamonti. Al loro fianco entrano Federico Carpanoni e Silvia Belotti, entrambi esponenti di Fratelli d’Italia, al posto dei due rappresentanti del Partito democratico Matteo Rossi ed Elisa Riva.

La ricostituzione del Cda è arrivata dopo le dimissioni presentate il 29 luglio da Tassi, Riganti e Rigamonti. Con l’uscita dei tre componenti, il Consiglio era decaduto e anche i due consiglieri dem avevano perso l’incarico. Rossi sedeva nell’organismo da otto anni, mentre Riva era stata nominata in precedenza nell’ambito degli equilibri politici dell’ente.

Le nuove nomine

Il 3 agosto era stato pubblicato all’Albo pretorio l’avviso per la manifestazione di interesse alla nomina dei nuovi consiglieri. Le candidature presentate erano una decina, ma fin dall’inizio si era ipotizzato che i due posti lasciati vacanti dai rappresentanti del Pd sarebbero stati assegnati a Fratelli d’Italia. La scelta è ricaduta su Federico Carpanoni, consigliere di maggioranza a Brignano, e Silvia Belotti, consigliera di minoranza a Entratico.

L’annuncio è stato dato dal presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli. I nuovi componenti resteranno in carica per i prossimi cinque anni. Gafforelli ha spiegato che la nomina affida la guida della Fondazione a persone chiamate a mettere competenze, responsabilità e capacità di visione al servizio di un’istituzione legata alla storia e alla comunità bergamasca.

Resta ancora da assegnare l’incarico di segretario generale, rimasto vacante dopo l’uscita, nell’ottobre scorso, del dem Gabriele Riva e il successivo arrivo di Mario Gandolfi, esponente di Fratelli d’Italia. La posizione si è liberata nuovamente e, secondo quanto riferito, dovrebbe essere affidata a un rappresentante della Lega. La decisione sarà presa nella prima seduta del nuovo Cda, prevista per la prossima settimana.

Il confronto politico

Il riassetto è stato letto dal Pd come una conseguenza diretta del cambiamento della maggioranza politica. Il segretario provinciale dem Gabriele Giudici ha parlato di una scelta legata a una mera questione politica e ha criticato l’interruzione del mandato dopo appena due anni, sostenendo che il cambio abbia bloccato una Fondazione importante per il territorio.

Di diverso avviso il presidente provinciale di Fratelli d’Italia Andrea Tremaglia, secondo cui le nuove nomine sono una conseguenza normale dell’insediamento di una maggioranza e di un presidente di centrodestra. Tremaglia ha ricordato che il partito aveva già chiesto in passato una rappresentanza nelle partecipate come forza di minoranza, ricevendo però un rifiuto dal precedente presidente della Provincia, il dem Pasquale Gandolfi.

Il presidente confermato Ivan Tassi ha infine sostenuto che in passato si era lavorato bene e che sui progetti principali era stata raggiunta l’unità. A suo giudizio, tuttavia, mancavano le condizioni per proseguire fino alla scadenza naturale, anche a causa delle tensioni emerse sul ruolo del segretario generale e di uno stallo interno al Consiglio. Con il nuovo assetto, Tassi ritiene che la situazione possa migliorare.