Paolo Cerretini è stato salutato nella chiesetta della Misericordia, in via del Can Bianco. Il funerale del ragioniere e storico dell’arte si è svolto ieri mattina a Pistoia, alla presenza di circa venti persone. Cerretini, trovato morto il 9 agosto nella casa paterna, aveva 48 anni.
La cerimonia è stata celebrata da don Michele. Davanti al piccolo luogo di culto, il feretro in legno era accompagnato da una corona di fiori con il messaggio del padre, che non ha potuto partecipare fisicamente, e da un mazzo di girasoli firmato La nostra Pistoia, il gruppo Facebook fondato da Cerretini e seguito da numerosi appassionati della città.
Una passione nata nell’infanzia
A ricordare le origini del suo interesse per la storia cittadina è stato Silvano Fedi, cugino della madre di Paolo e nipote dell’omonimo partigiano pistoiese. Da bambino, insieme al nonno, Cerretini percorreva le antiche strade e le piazze, interessandosi alla storia dei luoghi e all’origine dei loro nomi. Secondo il racconto di Fedi, già a tre anni batteva a macchina ed era attratto dalle fotografie d’epoca e dal collezionismo.
La raccolta di cartoline antiche, acquistate anche nei mercatini, è rimasta una costante della sua vita. L’amica Tiziana ha descritto quella ricerca come una sorta di missione, portata avanti nonostante una condizione di grande solitudine. Cerretini, hanno ricordato gli amici, non aveva mai smesso di amare la propria città.
Negli ultimi anni la sua passione è stata resa più difficile da una maculopatia senile, una patologia agli occhi che lo aveva portato a vedere molto poco. Per continuare a osservare le immagini della sua collezione e riconoscere strade e piazze, utilizzava una lente d’ingrandimento e la luce del telefono, così da riuscire a distinguere i particolari delle fotografie.
La proposta di un archivio pubblico
La conoscenza di Cerretini era cresciuta soprattutto attraverso i social e le pagine dedicate alla storia di Pistoia. In quei canali pubblicava immagini di vie e piazze del passato, tra cui uno scorcio di viale Macallè del 1959 e un dettaglio della vasca di piazza della Resistenza del 1960.
Durante la cerimonia, una delle presenti ha raccontato di averlo conosciuto soltanto online e di essere rimasta sorpresa dalla sua età: pensava fosse un coetaneo, mentre aveva appena 48 anni. Per gli amici e per Fedi, il patrimonio raccolto nel tempo potrebbe ora diventare accessibile alla collettività.
Da qui la richiesta rivolta al sindaco Giovanni Capecchi di valutare la creazione di un archivio pubblico dedicato alla storia della città e alla memoria di Cerretini. Il progetto, nelle intenzioni di chi lo sostiene, dovrebbe valorizzare la sua collezione privata e permettere di conservare le immagini di luoghi trasformati dal tempo.
Il ricordo lasciato dai suoi amici è quello di una persona fragile, silenziosa e solitaria, capace però di entrare in contatto con molte persone attraverso la pubblicazione di una semplice fotografia. Le sue immagini hanno accompagnato gli utenti in un viaggio nel passato, mostrando i cambiamenti di una città in cui molti sono nati e hanno vissuto.