Per chi si muove in carrozzina, utilizzare il trasporto pubblico può trasformarsi in una scommessa. La pedana potrebbe non funzionare, l’autista potrebbe non consentire la salita oppure la fermata potrebbe non essere attrezzata. A rendere più complesso il viaggio c’è anche la procedura prevista da Autolinee Toscane, che richiede la prenotazione con 48 ore di anticipo per garantire il servizio alle persone che non possono salire autonomamente sui mezzi.
Il problema riguarda sia i collegamenti extraurbani, come quelli che interessano Uzzano, sia il trasporto urbano a Pistoia. A raccontare una nuova difficoltà è Annamaria Graziano, conosciuta come Amy, che da mesi chiede una revisione del sistema di prenotazione. La donna riferisce di aver prenotato il viaggio di andata per svolgere alcune commissioni, senza però poter prevedere la durata degli impegni e quindi fissare anche il ritorno.
Quando Amy è arrivata alla fermata, l’autista non le avrebbe consentito di salire sul bus. È stata così costretta a rientrare a casa spingendo la carrozzina, alle 11 del mattino e sotto il sole. Durante il tragitto ha accusato un colpo di calore e, da quel momento, racconta di non aver più utilizzato il pullman. L’esposizione al caldo, aggiunge, le rende inoltre necessario fare un bendaggio alle gambe. In poco più di un anno ha percorso circa 9mila chilometri con la carrozzina.
La richiesta di cambiare le regole
Amy ha già sollecitato un intervento istituzionale, trovando il sostegno del consigliere regionale Diego Petrucci, di Fratelli d’Italia, che ha coinvolto anche Jacopo Melio. Tra le ipotesi emerse c’è la riduzione del preavviso da 48 a 24 ore, una soluzione che però la donna considera ancora insufficiente. La sua obiezione riguarda soprattutto gli imprevisti: non sempre è possibile programmare con largo anticipo commissioni, visite o eventuali malesseri.
Amy ricorda di non aver potuto raggiungere un medico dopo essere stata male, perché non era in condizione di prenotare il viaggio nei tempi previsti. Riferisce inoltre che un incontro con Autolinee Toscane era stato fissato, ma non ha potuto partecipare proprio a causa del colpo di calore. In seguito le sarebbe stato comunicato che il confronto sarebbe stato rinviato a settembre; alla richiesta di un contatto, però, non avrebbe ricevuto risposta. Le interlocuzioni tra Regione e azienda sono attese dopo la pausa estiva.
Il caso di Antonietta
Un’altra testimonianza arriva da Antonietta Tassone, rimasta a terra tre volte a Pistoia. La sua esperienza complessiva con il servizio, precisa, è stata positiva, ma gli episodi legati all’accesso con la carrozzina non devono ripetersi. Tassone è stata contattata dal sindaco Giovanni Capecchi, che le ha espresso solidarietà e ha annunciato l’intenzione di parlare con Autolinee Toscane.
Il primo cittadino spiega di aver scritto all’azienda dopo aver letto la testimonianza della donna. L’obiettivo è avviare un confronto, senza polemiche, per verificare quanti siano i mezzi dotati delle attrezzature necessarie a far salire le persone in carrozzina e quante pensiline non siano conformi all’utilizzo della pedana. Anche per Capecchi, la prenotazione obbligatoria con 48 ore di anticipo rappresenta un limite. Il Comune intende quindi dialogare con il gestore per individuare una soluzione che renda il servizio più agevole e accessibile.
Antonietta sottolinea di essere riuscita a rientrare a casa anche spingendo la sedia a rotelle, ma avverte che non tutte le persone hanno la stessa possibilità. Per questo chiede che episodi simili non accadano più e che l’accessibilità del trasporto pubblico sia garantita senza trasformare ogni spostamento in un percorso a ostacoli.